Il viaggio in Ungheria è nato per caso e rappresenta la prima uscita dai confini nazionali in seguito all’avvento del Covid-19. Una distrazione, un piccolo passo, forse, verso la normalità.

Dieci giorni a disposizione per scoprire l’Ungheria. Prima di tutto la sua capitale e poi il resto del Paese o, meglio, ciò che abbiamo potuto vedere con il tempo a disposizione.

Budapest è una città magica e di grandissimo fascino che merita di essere raccontata in un post dedicato. Infatti, tante sono le attrazioni della capitale che possono essere apprezzate secondo i propri interessi.

L’Ungheria è un paese grazioso, accogliente e ben curato. Città d’arte, eleganti residenze storiche, castelli ben conservati, uno dei laghi più grandi d’Europa, rigogliose foreste, affascinanti sorgenti termali e zone vinicole di straordinario interesse. Tutto questo è possibile vedere in Ungheria.

Cosa vedere in Ungheria oltre Budapest

Massiccio Centrale del Nord

Eger è la prima tappa del nostro itinerario in Ungheria. Il centro storico di questa graziosa cittadina conserva l’atmosfera medievale e rende piacevole girovagare per i vicoli. I principali punti di interesse sono l’imponente Cattedrale di San Giovanni, il Castello e il minareto, testimonianza dell’occupazione ottomana. Eger è famosa anche per i suoi vini pregiati. In particolare, per un rosso dal fascino antico legato alle battaglie contro gli invasori turchi: Egri Bikáver. Fu causa della sconfitta ottomana. I magiari dalle bionde barbe imbevute di questo vino dal colore acceso, spaventarono gli ottomani che lo scambiarono per “sangue di toro”. Potevamo fare a meno di una bottiglia di questo simbolo di forza e potenza?

Attraversiamo il Parco Nazionale di Bükk, un territorio ricco di foreste, luogo ideale per ammirare lo spettacolo del foliage. Qui si trova Lillafüred, un’elegante località di villeggiatura sviluppatasi all’inizio del XX secolo. Il romantico Lago di Hámori fa da cornice al Palace Hotel, progettato in uno splendente stile neorinascimentale alla fine degli anni ’20.

Hollókő è un grazioso villaggio che fa parte del patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1987. Piccole case di calce bianca e legno scuro adornate da fiori colorati e splendide zucche. L’architettura è quella tradizionale palóc, il gruppo etnico originario di questa zona. Di tanto in tanto curiosi spaventapasseri sembrano sorvegliare l’abitato. Solo due sono le strade del piccolo paese divise dalla graziosa chiesa.

Ansa del Danubio

Il nostro vagabondare per l’Ungheria ci porta a visitare tre graziosi paesi che sorgono sulle anse del fiume Danubio: Esztergom, Visegrad e Szentendre.

La spettacolare Esztergomi Bazilika merita il viaggio di circa cinquanta chilometri da Budapest. Affacciata sul Danubio sulla Collina del Castello di Esztergom, la Cattedrale di Nostra Signora e di Sant’Adalberto è la più grande chiesa d’Ungheria. Al suo interno è esposto il dipinto su tela più grande del mondo. Praticamente, un luogo di primati.

L’attrazione di Visegrad è certamente la Cittadella che sorge sulla vicina collina. La fortezza evoca l’atmosfera dei tempi passati; tuttavia alcuni interventi di ristrutturazione realizzati in modo affatto rispettoso mediante l’impiego di materiali non del territorio compromettono la qualità della visita. Passeggiando lungo i bastioni ammiriamo lo splendido panorama dell’Ansa del Danubio.

Szentendre è deliziosa. Le strade acciottolate del centro storico serpeggiano tra le antiche abitazioni dalle facciate variopinte. Fő tér è la piazza principale, fiore all’occhiello del paese.

Visitare il Palazzo di Gödöllő, che prende il nome dal suo costruttore come Palazzo Grassalkovich,
è come fare un tuffo nell’aristocrazia ungherese di un tempo. Luogo di residenza e riposo per il monarca d’Ungheria Francesco Giuseppe I e meta di villeggiatura preferita della consorte imperatrice Elisabetta, meglio nota come Sissi. L’imperatrice era ossessionata per la cura del corpo e dei suoi lunghissimi capelli. Vestiti cuciti direttamente addosso per esaltare la sua silhouette e tre ore giornaliere da dedicare alla cura della folta chioma.

Regione del Lago Balaton

Ci dirigiamo verso il gigantesco Lago Balaton, il più grande dell’Europa centrale. Praticamente è il mare d’Ungheria preso d’assalto dai turisti nei mesi estivi. Percorreremo una gran parte delle strade che costeggiano le sponde del lago ammirando come il colore dell’acqua muta, dal grigio al verde, al bianco. Ma prima facciamo una sosta alla Chiesa in rovina di Zsámbék, uno dei monumenti più belli dell’architettura medievale ungherese. Di tragedie e disastri questo luogo di culto ne ha veramente sopportati tanti: dall’incendio all’occupazione turca del 1541, dal terremoto del 1763 ai saccheggiamenti. Eppure è ancora lì più bella che mai, sebbene spogliata e mutilata.

La pioggia battente ci fa ammirare velocemente Bory-vár, un grazioso castello dall’aspetto fiabesco situato nella cittadina di Székesfehérvár.

Sulla cima di una collina che sovrasta la cittadina di Szigliget visitiamo uno dei più spettacolari castelli dell’Ungheria. I resti della fortificazione fanno ben comprendere l’inespugnabilità del luogo, in passato circondato perlopiù dalle acque del Lago Balaton. Dal castello il panorama è emozionante; si ammira la bellissima regione vinicola di Badacsony e le acque del lago.

Raggiungiamo Keszthely dove visitiamo uno degli edifici più maestosi che abbia mai visto, il Palazzo Festetics. La bellezza del palazzo barocco è amplificata dai meravigliosi giardini che lo circondano, con aiuole colorate, piante di alto fusto, fontane e un piccolo specchio d’acqua con annesso ponticello. Il Palazzo Festetics a Keszthely è il terzo castello più grande dell’Ungheria. Apparteneva ad una delle famiglie nobili più importanti del Paese. Il Palazzo è circondato da giardini meravigliosi con molte specie di alberi esotici e fiori dai mille colori. C’è anche una quercia di 400 anni. La bellezza del complesso mi seduce e mi lascia stupito, incredulo di essermi trovato avvolto da tanta eleganza e magnificenza.

Transdanubio

Pecs è una delle città più belle dell’Ungheria. Il suo centro storico è un concentrato di stili e culture testimoniata dalla presenza della Cattedrale dedicata a San Pietro e Paolo e della moschea Pasha Gazi Kasim. Quest’ultima, trasformata da chiesa cattolica a moschea durante la dominazione turca e, successivamente, tornata chiesa cattolica. Ma è tutta la piazza principale (Széchenyi tér) a lasciarmi estasiato per la presenza di palazzi eleganti e il monumentale Pozzo di Zsolnay decorato con le ceramiche dell’omologa fabbrica.

Il Castello di Sümeg troneggia su un’arida collina ed è il castello più bello visto in Ungheria. La fortezza è ben conservata e per raggiungerla percorriamo una stradina ripida che mi toglie il fiato. Ma i fantastici punti fotografici ammirati durante l’ascesa valgono lo sforzo.

Sopron è l’ultima tappa del tour dell’Ungheria. Una bella cittadina ad una manciata di chilometri dal confine con l’Austria. La vicinanza dello Stato federale l’avverto anche dalla musica che esce dall’autoradio, oramai sintonizzata sulle stazioni austriache. Il centro storico conserva intatta la sua antica struttura medievale con le mura urbane e i bastioni ancora ben visibili, gli edifici in stile gotico e barocco con le facciate dai colori pastello. La Torre del Fuoco (Tűztorony) è il simbolo di Sopron. Nel medioevo serviva a segnalare alla popolazione possibili incendi in città.

Prima di prendere il volo che ci riporterà a casa facciamo una sosta al villaggio galleggiante di Bokod, Si tratta di un piccolo villaggio le cui casette sono sospese sull’acqua, collegate alla terra ferma per mezzo di passarelle. Le case dai colori pastello che rispecchiano nell’acqua conferiscono all’ambiente un aspetto unico, fuori dal comune.

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Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani, ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

4 Comments

  1. Meraviglia, è così che mi piacerebbe partire alla scoperta di un altro paese, ma il tempo tiranno (e il portafoglio despota) decidono per me, quindi mi accontento della capitale 😛 Budapest è molto bella, tra l’altro ne conservo un bel ricordo anche perché passai un pomeriggio insieme a Giulia di Viaggiare con gli occhiali.
    Che bella la galleria fotografica, le casette colorate sulle palafitte non le conoscevo, si tratta di un villaggio turistico o ci vivono proprio gli autoctoni? Aspetto gli approfondimenti 😉

    • Bokod è un villaggio affatto turistico; è costituito, in parte, da queste palafitte usate dai locali. Sono raggiungibili percorrendo stradine sterrate che costeggiano il laghetto. Una sorta di casetta per villeggiatura o per gli appassionati di pesca. Le foto le ho scattate entrando in una di queste casette, ospite di un simpatico ungherese 😉

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