Girovagando per il mondo

Turchia – Diario di un viaggio indimenticabile

Fin dagli albori dell’infanzia, la Turchia ha esercitato su di me un’attrazione irresistibile, un richiamo persistente al quale non avrei potuto resistere ancora a lungo senza raggiungerla.

In quel luogo, geograficamente così vicino ma in realtà così lontano nello spirito, ho immaginato meraviglie nascoste capaci di sedurre, incantare, affascinare. Una terra dove batte un cuore diviso tra Oriente ed Occidente, una sinfonia di contrasti che si fonde in un’armonia unica.

E così, su ali di aspettativa e trepidazione, prendo un volo che mi conduce nella maestosa Istanbul, da dove prende avvio la mia avventura in Turchia.

Istanbul, le attrazioni imperdibili

Istanbul vanta una straordinaria ricchezza di attrazioni che susciterebbero l’invidia di molte altre città. I soli tre giorni che ho a disposizione si rivelano insufficienti per poterle esplorare tutte, quindi mi trovo nella necessità di focalizzarmi su quelle destinazioni che considero delle vere e proprie tappe imperdibili, grazie al loro inestimabile valore storico, artistico e culturale.

Un obbligo imprescindibile è perdersi tra i negozietti del Gran Bazar, un luogo unico che abbraccia colori, profumi e sapori irresistibili. Un labirinto pittoresco in cui i commercianti mi catturano per il braccio, desiderosi di svelarmi le loro merci. In questo modo, le mie papille gustative possono assaporare le delizie della Turchia come il baklava, strati sottili di sfoglia ripiena di pistacchi o noci, e i lokum, preparati con una gelatina di amido e zucchero, arricchita con vari aromi, mescolata con frutta secca e ricoperta di zucchero a velo. Senza dimenticare i profumi delle spezie del vicino bazar Misir çarşısı (mercato egiziano).

È impossibile per me non restare affascinato dall’ostentata ricchezza del Palazzo Topkapi, una volta dimora del Sultano e della sua corte, così come dall’atmosfera avvolgente che respiro nelle storiche moschee di Istanbul, i cui minareti si ergono sulla città come guardiani silenziosi di epoche passate.

Palazzo Topkapı
Palazzo Topkapı a Istanbul

Le Moschee di Istanbul

Faccio riferimento alla Moschea di Sultanahmet, conosciuta come Moschea Blu per le splendide piastrelle blu di Iznik che adornano l’interno, o alla Moschea Suleymaniye, eretta in onore del celebre sovrano ottomano Solimano il Magnifico, così come alla Moschea Rustem Pasha, costruita su una terrazza elevata sopra un complesso di negozi i cui affitti erano destinati a sostenere finanziariamente l’edificio sacro e, ancora, alla Moschea Eyüp Sultan, uno dei luoghi più santi dell’Islàm.

E non posso tralasciare la Grande Moschea di Santa Sofia, simbolo di Istanbul e di tutta la Turchia. Trasformata da chiesa cristiana a moschea, poi a museo, e nuovamente a moschea: questa è la sintesi della storia di Santa Sofia, o Ayasofya come la chiamano i turchi. Il suo esterno è splendido con quattro minareti e un’imponente cupola, ma è l’interno che mi emoziona profondamente. Un luogo dove si fondono due grandi fedi: devoti musulmani pregano sotto mosaici cristiani velati da teli bianchi. La luce soffusa delle numerose lampade crea un’atmosfera mistica e decisamente suggestiva.

Santa Sofia
Basilica di Santa Sofia a Istanbul

Istanbul, le attrazioni imperdibili

Non posso partire da Istanbul senza aver percorso le passerelle della Cisterna Basilica, il celebre monumento sotterraneo di epoca bizantina. Questo spazio interrato, con le sue possenti colonne e il pavimento lambito dalle acque dell’acquedotto di Valente, offre un’esperienza suggestiva ed emozionante grazie anche al magico gioco di luci. Conosciuto come Yerebatan Sarayi, ovvero “palazzo sommerso”, questa imponente opera risalente all’era costantiniana rappresentava la riserva d’acqua per il palazzo imperiale.

Per concludere, la mia visita a Istanbul non può essere completa senza una passeggiata nell’antico quartiere europeo di Beyoglu, dove si erge maestosa la Torre di Galata (Galata Kulesi), testimonianza dei mercanti genovesi. Devo anche esplorare l’Istiklal Caddesi (Viale dell’Indipendenza) la via più celebre della città ricca di negozi e vitalità. Infine, non posso tralasciare di immergermi nell’atmosfera delle case ottomane dai vivaci colori nel quartiere storico greco di Fener.

Sarebbe stato bello esplorare ulteriormente Istanbul, scoprire gli angoli meno battuti di questa città turca affascinante, ma il mio viaggio attraverso la Turchia deve continuare. Ora mi aspetta un volo verso la Cappadocia.

Istanbul Turchia
Torre di Galata a Istanbul

Cappadocia. La Turchia fiabesca

Uçhisar, la città scavata nella roccia, è la Matera turca

Arrivo nel grazioso e raccolto villaggio di Uçhisar, uno dei luoghi più incantevoli che ho modo di visitare in Cappadocia. La sua imponente Rocca, che troneggia sulla cima della montagna che accoglie il villaggio, sembra uscita da un racconto fiabesco. Questo palazzo in tufo, abilmente scavato per creare stanze e passaggi, è stato abitato fino agli anni ’50 e ha rappresentato un rifugio contro le minacce nemiche.

Da questa posizione, mi concedo il piacere di ammirare un panorama stupendo: il villaggio di Uçhisar si stende ai mei piedi, mentre la valle di fronte a me è dominata dai celebri “Camini delle fate“, una sorta di piramidi di roccia, costituite da uno strato di tufo friabile sormontato da una punta più solida. Si narra che i massi che restano in cima a queste formazioni siano stati collocati lassù dalle divinità celesti.

Incantevole è lo spettacolo notturno che si apre davanti ai miei occhi, con le luci che brillano sulle dimore scolpite nella roccia, che creano un’atmosfera da favola.

E qui sorge un parallelismo: una città scolpita nella roccia e il ricordo di Pier Paolo Pasolini. Una connessione invisibile tra Uçhisar e Matera. Entrambe città rupestri, luoghi di eccellenza cinematografica. Uçhisar con la sua affascinante atmosfera si lega a “Medea”, il film che ha visto protagonista la straordinaria Maria Callas, mentre Matera ha fatto da sfondo al capolavoro “Il Vangelo secondo Matteo”, considerato uno dei migliori film sulla vita di Gesù.

Türkiye Turchia
Castello di Uchisar

Göreme, un museo a cielo aperto in Turchia

A pochi chilometri di distanza da Uçhisar, visito il Museo all’aperto di Göreme. Qui, un intricato intreccio di chiese, cappelle e monasteri è stato plasmato nella pietra. Una sinfonia di bellezza unica incastonata in uno scenario naturale che sfida l’immaginazione, dominato dai suggestivi “Camini delle fate”.

Ciò che si svela davanti a me, è la risultante di una serie di eventi, un susseguirsi di coincidenze che hanno contribuito a plasmare questo angolo di Turchia. Da luogo di sepoltura in tempi antichi, sotto le epoche precristiana e romana, a dimora di esilio per monaci bizantini, fino a divenire luogo di pellegrinaggio grazie alla presenza di sepolture di santi. Il materiale stesso in cui queste chiese rupestri sono state plasmate, per sua natura facilmente lavorabile, ha agevolato la creazione di questo complesso straordinario.

E così, il cammino che intraprendo attraverso questi siti incisi nella pietra assume un carattere spirituale, quasi mistico. Qui, tombe e ossari narrano storie dimenticate, mentre affreschi di pregevole fattura dipingono la vita di Cristo, raffigurano scene di santi e frammenti della Bibbia.

Türkiye Turchia
Chiesa della Mela, Elmali Kilise nel Museo all’aperto di Göreme

Troppo turismo in Turchia?

Purtroppo, l’opportunità di profitto che si cela dietro alla Cappadocia ha portato all’introduzione di metodi di guadagno che sembrano dissonanti con l’essenza del territorio in cui mi trovo.

Così, in questo scenario idillico, si materializzano cammelli sfruttati per tristi passeggiate turistiche o auto d’epoca che solcano il terreno. La maggior parte di queste automobili sono modelli storici americani, ma si possono scorgere anche alcune Murat 124, frutto di un accordo tra l’allora Fiat e la Tofaş (sigla di Türk Otomobil Fabrikası A.Ş.), un produttore di autoveicoli turco. Queste vetture, tutte scoperte, sono senza dubbio scelte per il loro innegabile fascino.

Nota curiosa, ho visto auto americane più qui che a Cuba; eppure, nell’isola caraibica, c’è una ragione ben definita che giustifica la loro presenza. Mi chiedo anche, non posso fare a meno di farlo: come affronteranno i passeggeri questo viaggio, considerando che le strade su cui si muovono sono prevalentemente sterrate?

Murat 124
Auto d’epoca a Uchisar

Volare in mongolfiera

Al primo chiarore dell’alba, mi risveglio con l’intento di raggiungere un nuovo luogo in Turchia. Tuttavia, ciò che si presenta di fronte agli occhi supera persino i confini dei miei sogni.

Dalla terrazza della camera, che si affaccia sulla Valle di Göreme, si staglia uno spettacolo al quale mai avrei immaginato di partecipare. Innumerevoli mongolfiere si elevano verso il cielo, creando uno scenario mozzafiato. La loro quantità è sorprendente, al punto che ne ho contate oltre cento.

Si muovono lente, spinte dalla brezza mattutina. Questi palloni dai colori dell’arcobaleno si dondolano a mezz’aria, attraversando i “Camini” come se fossero creature fatate.

Di tanto in tanto, i bruciatori si accendono, illuminando i palloni con fiamme danzanti. Sembra quasi di osservare lucciole che si sono liberate nel cielo, riempiendolo di una luce incantevole.

In qualche modo, questo spettacolo mi compensa per l’opportunità che ho perso il giorno prima a causa delle condizioni meteorologiche avverse, quella di ammirare la Cappadocia dall’alto con un volo in mongolfiera.

Cappadocia
Cappadocia in mongolfiera a Uchisar

Pamukkale, le terme e l’antica Hierapolis

Dopo aver fatto tappa presso il ben conservato Caravanserraglio di Sultanhani, uno dei gioielli dell’Anatolia, e aver visitato il Mausoleo di Mevlâna a Konya, faro fra tutti i luoghi sacri fondati in Anatolia, Egitto e Siria dall’ordine dei dervisci rotanti, il mio viaggio mi porta alle meravigliose terme naturali di Pamukkale.

Le terme naturali di Pamukkale, tradotto dal turco come “castello di cotone”, si rivelano come un ulteriore dono della natura alla Turchia. Le acque ricche di calcio e anidride carbonica hanno creato cascate e vasche di calcare, simili a delicati strati di cotone. Oserei suggerire che assomigliano di più a uno strato di ghiaccio candido. La montagna appare adorna di un mantello immacolato, punteggiato qua e là dalle tonalità azzurre delle piscine naturali. E quando mi inoltro nelle acque calde delle terme, ogni passo diventa un momento di ristoro per il corpo e l’anima, come in un percorso di benessere avvolgente.

Ma le meraviglie di questa terra non si esauriscono qui. Mi incammino sulla sommità delle terme naturali di Pamukkale per esplorare l’antica città di Hierapolis di Frigia. Nonostante gli sconvolgenti terremoti che hanno segnato la sua storia, questa città ancora mostra il suo splendore tramite affascinanti rovine, tra le quali spiccano quelle del Teatro ellenistico-romano, straordinariamente sfuggito alla furia del tempo. Ma Hierapolis non è solo una testimonianza di epoche passate, è anche un nodo di importanza per i seguaci della fede cristiana: è qui, infatti, che si ritiene che l’apostolo Filippo abbia compiuto la sua ultima tappa terrena.

Frigia Turchia
Hierapolis di Frigia

L’antica città di Efeso in Turchia

Arrivo sulla costa egea della Turchia per esplorare l’antica Efeso. Mi accoglie uno spettacolo incredibile, frammenti straordinari del passato dallo splendore ancora intatto. Le meraviglie di questo mondo antico sono molteplici, ma tra tutte, trovo particolarmente affascinante la Biblioteca di Celso, un tempio del sapere che non ha ceduto alle insidie del tempo.

Il Grande Teatro è un’altra delle meraviglie che cattura il mio sguardo. Tra le pareti di questa struttura maestosa mi pare di sentire le voci del passato echeggiare, un’assemblea di spettatori che ancora sembra applaudire in onore delle gesta eroiche dei gladiatori durante le loro esibizioni.

È inoltre importante ricordare che il Tempio di Artemide fu una delle sette meraviglie del mondo antico, probabilmente la più imponente tra tutte. La sua grandezza era impressionante e la sua posizione suggestiva. Ora, di questo magnifico edificio, rimangono solo tracce appena visibili, un esile ricordo della sua grandezza passata.

Türkiye Turchia
Efeso

Sulla costa del Mar Egeo: Izmir

L’ultima destinazione del mio viaggio in Turchia è Izmir. L’esplorazione di questa città inizia dalla Piazza Konak, dove svettano la Torre dell’Orologio e l’affascinante Moschea Konak Camii. Qui, osservo un anziano signore che trova il suo sostentamento vendendo pacchetti di cibo per i golosi piccioni che riempiono la piazza. I piccioni si muovono con frenesia, consapevoli che qualcuno generoso donerà loro del cibo.

Ma, la testimonianza tangibile della ricca storia di Izmir, rinomata città portuale lungo la Via della Seta, si manifesta nell’Agorà di quella che un tempo fu la famosa città greca di Smirne.

Come accadeva per tutte le agorà nel mondo antico, questa piazza rappresentava il cuore delle attività commerciali, politiche e religiose della comunità locale. Nonostante sia stata distrutta più volte dai devastanti terremoti che hanno colpito quest’area nel corso della storia, l’Agorà è stata sempre ricostruita. L’ultimo restauro è attribuito all’imperatore romano Marco Aurelio. Il vero gioiello di tutto il sito archeologico risiede nelle maestose arcate delle sottostrutture, straordinariamente ben conservate.

Smirne
Agorà di Smirne a Izmir

Qui, si pone il punto finale al mio viaggio in Turchia. Un altro capitolo del libro dei miei viaggi che si conclude, lasciandomi il cuore intriso di emozioni e la mente ricca di ricordi indelebili. So che questo viaggio non sarà l’unico in Turchia, tornerò ancora per catturare quei dettagli che mi sono sfuggiti. Non posso fare a meno di sognare il volo in mongolfiera sopra la Cappadocia, un desiderio non realizzato in questa occasione, ma una promessa che resta sospesa nell’aria, pronta a prendere forma.

Noi turchi!
Siamo asiatici o europei?
Sciamanici, musulmani o laici?
Abitanti stanziali o turcomanni nomadi?
Siamo nipoti di Maometto il Conquistatore o
figli di Atatürk?
Siamo la spada dell’Islam o il flagello della cristianità?
Orfani ottomani o cittadini turchi?
Conquistatori o conquistati?
Soldati guerrieri o civili pacifici?
Siamo un esercito, una tribù o una nazione?
Siamo un membro della comunità occidentale o il guardiano di questa comunità?
Una società contemporanea o un ponte storico?
Apparteniamo all’Oriente, all’Anatolia o all’Occidente?
Chi siamo noi?

Bozkurt Güveng’
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Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

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