In questo periodo dell’anno non esiste città che non abbia allestito i Mercatini di Natale in uno o più dei propri rioni. A Tor Bella Monaca no, non si trovano le tipiche casette di legno che vendono prodotti ed oggetti tradizionali.

In uno dei quartieri più periferici di Roma è stato realizzato un museo d’arte contemporanea a cielo aperto da lasciare senza fiato.

Qui il Natale si festeggia tra i colori delle opere di artisti illustri. Tre street artist che si sono espressi sulle pareti grigie di altrettante palazzine del comprensorio R8 di Largo Ferruccio Mengaroni.

Non a tutti piace la street art, non c’è dubbio. Ma le opere realizzate a Tor Bella Monaca accontentano proprio tutti.

L’ambientazione è simile a quella di Tor Marancia raccontata nel post “Street Art a Roma, la migliore Arte Urbana della Capitale”. Complessi condominiali che diventano un museo d’arte contemporanea a cielo aperto.

I murales di Tor Bella Monaca

La prima opera di street art che ammiro è quella di Diamond, l’artista romano. Un’intera parete rossa che fa da sfondo ad un meraviglioso profilo di donna di colore nero. L’opera si intitola ”No Surrender” ed esorta tutti noi a reagire alle minacce della vita; minacce rappresentate dal coltello puntato alla gola del soggetto femminile.

L’immagine di questo murale ha fatto anche da copertina al singolo “7 Vizi Capitale” del rapper romano Tomaso Zanello, conosciuto come “Piotta” per gli occhiali che indossa. Sono tondi come le monete da cento lire, dette in romanesco “piotte”.

Tor Bella Monaca Diamond
Diamond – No Surrender

Poi, appare la realizzazione di Solo, lo street artist romano famoso per le sue interpretazioni dei super eroi. L’interprete principale è Miwa Uzuki, assistente e collaboratrice fedele del Professor Shiba, padre di Hiroshi, il giovane che si trasforma in Jeeg, il robot d’acciaio.

Tor Bella Monaca Solo
Solo – Jeeg Robot (con Miwa)

Il terzo murale di Tor Bella Monaca è opera di Mosa One, la più grande realizzazione sinora eseguita dal giovane artista di origine egiziana. Nell’opera, dal titolo “Per andare oltre“, è raffigurato un bambino intento a scavalcare un muro di colore grigio. Al di la del muro lo attende un mondo meraviglioso fatto di colori, di vita.

Le origini egiziane dell’artista sono ben riconoscibili per i disegni attorno alle finestre della palazzina e per gli ideogrammi arabi.

Tor Bella Monaca Mosa
Mosa One – Per andare oltre

Tra le palazzine di Largo Ferruccio Mengaroni ci sono ancora alcune facciate libere a Tor Bella Monaca. Spero che vengano presto colorate da altri splendidi murales

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Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

7 Comments

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  2. Un tour a tema street art mi piacerebbe davvero. Trovo che l’arte usata per abbellir e rendere unici palazzi e muri, se usata con cognizione come in questo modo, possa diventare una vera attrazione turistica! Che poi anche a viverci in un quartiere pieno d’arte, che meraviglia sarà!? 😉

    • Devo ammettere che in ogni località che visito vado alla ricerca di murales documentandomi prima in rete. Fino ad ora ne ho scovati di spettacolari 😉

  3. Per me la street art, che ovviamente non coincide con l’imbrattamento-imbruttimento, rappresenta un valore aggiunto per qualsiasi città, specie quando “arma” per recuperare zone e persone. Per fortuna anche a Firenze si sta muovendo qualcosa, non a questi livelli, però qualcosa si vede…

    • Certamente, l’imbrattamento dei muri non può essere certo definita una forma artistica nè può essere giustificata come messaggio di ribellione. E’ semplicemente vandalismo. Dell’arte urbana fiorentina ho apprezzato molto le opere di Blub “l’arte sa nuotare”, molto diverse per espressione e genere rispetto a queste di Tor Bella Monaca

  4. Adoro la street art e non sai quanto mi inorgoglisce che molti quartieri periferici di Roma stiano abbracciando la filosofia dell’arte come rivalutazione estetica (ma forse non solo). Trovo queste opere semplicemente meravigliose! La prima poi farebbe gola a Tarantino, la vedrei bene in qualche titolo di testa di un suo film 😊

    • Io adoro la street art, ma sono combattuto fino a quanto considerarla una forma di rivalutazione di zone perificeriche degradate. Ben vengano le iniziative di associazioni culturali che promuovo queste attività, ma gli interventi di riqualificazione dovrebbero passare dalle amministrazioni pubbliche e dal comportamento delle persone che le abitano. Talvolta inoltre, il nuovo afflusso turistico generato dalla street art può determinare un incremento negli affitti delle zone interessate con conseguente aumento degli affitti delle abitazioni. E’ successo anche questo. Bene si coglie tale problematica nella scritta “la vostra arte alza i nostri affitti” fotografata a Tor Pignattara nel murale di Etam Cru “Coffee Break” (la foto è nell’articolo “Street Art a Roma, la migliore Arte Urbana della Capitale”). Un forte abbraccio Alessia.

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