Girovagando per il mondo

Tirana. La fugace visita della capitale dell’Albania

Tirana, capitale dell’Albania, rappresenta una toccata e fuga sorprendente. Gli stili e gli edifici delle epoche ottomana, fascista e sovietica si affiancano e si sovrappongono creando una miscellanea piacevole agli occhi.

La vita ruota attorno al punto principale della città, Piazza Scanderbeg, che prende il nome dal monumento dedicato all’eroe albanese che sconfisse gli Ottomani a Tirana. E poi edifici con design innovativi e parchi lussureggianti dove perdersi a pensare.

Cosa vedere a Tirana

PiazzaScanderbeg

Raggiungo la bellissima Piazza Scanderbeg, il cuore pulsante di Tirana, simbolo della città e della potenza dell’Albania sotto il regime comunista. Ciò che cattura la mia attenzione è l’ampia estensione dello spazio e il pavimento decorato con mosaici di pietra colorata.

Un lato della piazza ospita l’imponente statua eretta in onore di Giorgio Castriota Skanderbeg, il valoroso difensore dell’indipendenza albanese durante il XV secolo, contro l’avanzata ottomana.

All’ombra della Torre dell’Orologio sorge la piccola e graziosa Moschea Et’hem Bey. Sono gli interni dell’edificio religioso a sorprendermi, con le sue pareti quasi interamente ricoperte da raffinate decorazioni a motivi floreali e foglie. La sala di preghiera degli uomini è abbellita da un sontuoso lampadario.

Si contrappongo intorno alla piazza edifici moderni che contrastano in modo piacevole con le architetture sopra descritte, il cui insieme offre uno spettacolo affascinante per gli occhi.

Albania Tirana
Piazza Scanderbeg

Bunk’Art 2

A breve distanza da Piazza Scanderbeg sorge Bunk’Art 2, un rifugio antiatomico collegato attraverso un tunnel sotterraneo all’edificio che ospita il Ministero degli Affari Interni. Questo luogo rappresenta una preziosa testimonianza dello spietato regime dittatoriale che ha dominato l’Albania dal secondo dopoguerra fino al 1990.

All’ingresso sono esposte le immagini di alcuni martiri del regime, trasmettendo un potente messaggio di sofferenza che auspico possa fungere da monito e stimolo alla memoria.

Continuando lungo il percorso, mi viene svelata la crudele realtà di quegli anni. Mi imbatto nei reperti storici che testimoniano i crimini delle persecuzioni. E poi le stanze riservate al Ministro degli Affari Interni. Ma sarà la stanza degli interrogatori a rimanere indelebile nella mia mente: una luce intermittente lascia pochi spazi alla fantasia per immaginare come si svolgevano gli interrogatori condotti dalla Sigurimi, la segreta polizia politica di Tirana.

Quello che osservo con i miei occhi è una realtà concreta, tangibile, che ha un impatto più profondo. Ora capisco con maggiore chiarezza le ragioni di quegli sbarchi lungo le coste pugliesi. Quella massiccia imbarcazione che giunse all’approdo di Bari l’8 agosto 1991, carica di profughi mossi dal sogno di una vita migliore.

Apprezzo profondamente la creazione di questo museo. La storia, soprattutto quella scomoda, non può affidarsi unicamente alla tradizione orale tramandata dagli anziani. Il fluire del tempo e l’evoluzione della civiltà inevitabilmente portano all’oblio di alcuni eventi, i quali è importante rendere noti alle nuove generazioni, riaccendendo altresì la memoria di coloro che sono meno giovani.

Albania Tirana
Bunk’Art 2

Cattedrale della Resurrezione di Cristo

Occorre premettere che l’Albania è stata teatro di un’ampia ondata di ateizzazione da parte del regime comunista, che ha raggiunto l’estremo di proibire ogni forma di propaganda religiosa e distruggere chiese e moschee.

La Cattedrale della Resurrezione di Cristo a Tirana simboleggia la rinascita della Chiesa ortodossa in Albania. Un edificio di costruzione recente, dall’aspetto elegante e maestoso, che all’interno rivela l’ampio splendore del progetto architettonico. In particolare, l’immagine dell’Onnipotente al centro della cupola mi lascia sbalordito e senza parole, per l’effetto straordinario che produce. La volta è interamente affrescata con sfumature turchesi e dorate, con l’immagine sacra al centro.

Il Parco del Lago di Tirana

Il Parco del Lago di Tirana rappresenta un’oasi di serenità incastonata tra le dolci colline che circondano la parte meridionale della capitale. Un luogo dove la natura e la vita cittadina si fondono in un abbraccio armonioso.

Gli abitanti di Tirana si dirigono al parco per attività all’aperto, esercizio fisico e semplici passeggiate di piacere. Giovani coppie passeggiano mano nella mano lungo i sentieri, i bambini corrono felici, mentre gli anziani, o coloro che come me hanno bisogno di una pausa, trovano riposo sulle panchine, assaporando la frescura donata dall’ombra degli alberi.

La street art a Tirana

Dalla breve occhiata che ho potuto dare, ho notato che l’arte urbana ha avuto un’esplosione creativa a Tirana. Sono riuscito a intravedere molte opere che impreziosiscono intere facciate, tuttavia, ho avuto l’occasione di fotografarne soltanto un paio.

Mother’s Care di Case Maclaim è una di queste. Raffigura una bambina dai capelli castani, occhi bruni e un viso grazioso, da cui traspare un senso di serenità. Questa calma è simboleggiata dall’abbraccio della madre che la tiene stretta come la chioccia protegge i suoi pulcini sotto l’ala.

Inoltre, ho notato un altro murale che affronta il tema del mutamento e dell’evoluzione della società: “Il mondo sta cambiando velocemente, alcune cose non cambieranno mai!”, recita l’opera. Come la molletta appesa ai panni stesi ad asciugare al sole, simbolo di stabilità in mezzo ai cambiamenti.

Tirane
Mother’s Care di Case Maclaim

Ho avuto a disposizione un breve lasso di tempo per esplorare Tirana, ma è stato abbastanza per stupirmi. Raccomando caldamente di visitare questa città durante un weekend, prima che diventi meta del turismo di massa.

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Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

7 Comments

  1. non so sono ancora incerta sulle mie impressioni in merito… il viaggio è recente, bacione

  2. L’avevo adocchiata anch’io per una breve fuga, i biglietti aerei costavano una sciocchezza ma alla fine non me la sono sentita di lasciare mia madre con un polso rotto la vigilia di natale… Oltre al Bunk’art avrei inserito anche il museo dei servizi segreti! Chissà se non ci faccia un pensierino per la primavera, sono indecisa tra Tirana e Bucarest (sempre ispirata da un tuo post) 😉 Bella anche la street art. Come si mangia a Tirana?

    • Un weekend è l’ideale; è una città abbastanza raccolta e si gira molto bene a piedi. Il cibo l’ho trovato gustoso. In particolare, ho apprezzato il fergesë. L’abbinamento del formaggio con la salsa di pomodoro e peperoni è davvero gustoso 😋

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