Girovagando per il mondo

Outback australiano. Nel cuore del continente rosso

L’outback australiano è il simbolo dell’Australia. Un’area semidesertica, spazi sconfinati, aborigeni e il caratteristico terreno dal colore rosso.

Ma anche tante mosche. Sono talmente numerose che non si riesce nemmeno a parlare per la paura di inghiottirne una. Si poggiano sulle maglie cambiandone i colori. Per precauzione, Lucia decide di acquistare un cappello con un velo anti mosche rivelatosi molto utile.

Raggiungiamo Alice Spring con un volo da Adelaide, dopo aver visitato la sorprendente Kangaroo Island.

Alice Springs è una piacevole città moderna, nel centro esatto dell’Australia. Costruita sulle sponde del fiume Todd, rappresenta il punto di partenza per esplorare le meraviglie dell’outback australiano.

L’Outback australiano: la grandiosità del Kings Canyon

Il Watarrka National Park è conosciuto universalmente con il nome di Kings Canyon, una possente gola rocciosa che fende la terra fino a una profondità di 270 metri.

Arrivati al  Kings Canyon Resort ci godiamo un po’ di refrigerio nella piscina dell’albergo, ma la voglia di vedere da vicino la roccia rossa del canyon è troppo forte. Decidiamo così di cimentarci in una agevole camminata di circa 2,5 km lungo il percorso del Kathleen “Springs walk” dove scopriamo i colori e le forme di vita della zona.

Viceversa, l’inizio del “Kings Canyon Rim Walk”, sentiero della lunghezza di 6 km, è abbastanza faticoso perché i gradoni di roccia da salire sono molto ripidi. Arrivati in cima veniamo ripagati dello sforzo con paesaggi mozzafiato: gole e canyon che corrono lungo pareti di roccia a picco; da qui in avanti il sentiero costeggia il bordo del canyon. Il vero paesaggio dell’outback australiano.

Commonwealth of Australia
Kathleen Rim Walk – Kings Canyon

A metà percorso entriamo nel “Garden of Eden”, scendiamo una scalinata di legno che ci conduce ai piedi del canyon e arriviamo ad una sorta di piscina naturale dove le condizioni climatiche favorevoli hanno consentito la formazione della foresta pluviale con palme e cascate.

Riprendiamo la marcia e raggiungiamo, come recita il cartello, la “Lost City” ovvero un labirinto di enormi cupole rocciose pietrificate segnate dall’erosione del tempo. Da qui in avanti, il sentiero si fa meno faticoso e lo percorriamo per un’altra ora.

Siamo pronti per affrontare la “Stuart Highway” (the track) l’autostrada che da Darwin arriva fino al centro dell’Australia. Ben presto ci accodiamo ad un Road Train, uno dei camion con rimorchi dei quali tanto abbiamo letto. Lungo la strada ci fermiamo a un belvedere per ammirare il Mt Conner (montagna dalla sommità piatta) che molti turisti scambiano per Uluru.

L’Outback australiano: i Monti Olga

Come da programma ci dirigiamo verso The Olgas, formazioni tondeggianti detti Kata Tjuta (“tante teste” in lingua aborigena). Anch’esse, come Uluru, sono sacre per gli Aborigeni. Prima vediamo gli Olga nella loro interezza da un lookout, poi percorriamo un breve sentiero di 2 km che ci permette di addentrarci tra le formazioni. Lucia è costretta a mettere la retina per ripararsi dalle odiosissime mosche che ronzano intorno alle nostre facce. Una bella camminata lungo la Valley of the Winds è il modo ideale per scoprire la maestosità di questo luogo.

Uluru (Ayers Rock), il monolite più famoso al mondo

Ci svegliamo all’alba per ammirare i colori di Uluru, noto anche come Ayers Rock, il monolito più grande del mondo e tappa imperdibile dell’Outback australiano.

Piano piano la roccia si accende fino a passare da un colore bruno ad un acceso rosso fuoco. È un trionfo di scatti, di richieste di fotografie fatte e ricevute. Bellissimo e indimenticabile.

A seguire prendiamo la “Base Walk”, il sentiero di 10 km che percorre il perimetro di Uluru. La giornata è splendida, perfetta per camminare intorno alla roccia ed osservarne le forme, le crepe e i ripari naturali con le incisioni rupestri.

Uluru
Uluru

I cartelli ci informano che i locali non gradiscono neppure che si fotografi la roccia, quindi ci tratteniamo… ma non troppo!

E poi ancora il “Mutitjulu Walk”, di circa 1 km, che ci conduce ad una piscina naturale che ci regala meravigliose vedute di Uluru.

Il tempo a disposizione è scaduto. Ci congediamo dall’Outback australiano per volare a Perth, la principale città del Western Australia.

Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

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