Girovagando per il mondo

Oman – Le bellezze del Sultanato

Il Sultanato dell’Oman si rivela uno scrigno di meraviglie, dove ogni istante è una sinfonia che unisce l’antico al moderno. Qui, le trame del passato si fondono elegantemente con il presente e le promesse del futuro, mentre le radici della tradizione danzano in perfetta armonia con l’avanzare del progresso.

Splendidi paesaggi compongono il Sultanato. Dal deserto, vero incantesimo dell’Oman, ai profondi wadi, tracce incise nella terra dai fiumi che una volta scorrevano impetuosi. E ancora maestose montagne e un’incredibile litorale costiero.

La visita dell’Oman prende avvio da Muscat, la straordinaria Capitale e, in particolare, dalla Grande Moschea Sultan Qaboos, la cui grandiosità la rende la moschea principale del Sultanato.

Muscat, la Capitale del Sultanato dell’Oman

La Grande Moschea Sultan Qaboos

La Grande Moschea Sultan Qaboos è un gioiello di architettura islamica moderna che incarna lo splendore di questa terra. Un capolavoro contemporaneo che mi affascina profondamente, evocando lo stesso stupore che provo di fronte a un gioiello del passato. Non intendo fare confronti arditi, ma ciò che si materializza davanti ai miei occhi è di una straordinarietà unica. L’eleganza e la raffinatezza caratterizzano l’architettura esterna, un’armonia visiva che cattura l’attenzione.

I cinque minareti evocano i fondamentali del credo islamico: la testimonianza dell’unicità di Dio (Shahada), le preghiere obbligatorie da eseguire cinque volte al giorno (Salaa), la carità obbligatoria (Zakat), il digiuno durante il mese di Ramadam (Sawm) e il pellegrinaggio a La Mecca da compiere almeno una volta nella vita (Hajj). Il minareto principale costituisce l’edificio più alto dell’Oman. Tale prestigioso primato è tutelato da una legge che vieta l’edificazione di strutture più alte, preservando la sua grandezza ineguagliabile.

All’interno, un sontuoso lampadario composto da cristalli Swarovski si stende dal cuore della cupola, raggiungendo i quattordici metri d’altezza. Le oltre milleduecento lampadine che lo adornano illuminano l’intera sala con una luce magica. Osservandolo dal basso, la mia mente torna agli sviluppi, i disegni tecnici che creavo durante gli anni delle scuole medie. E poi l’intrinseca eleganza del tappeto, tessuto con maestria dalle sapienti mani di seicento donne irachene. In questa creazione, risplende anche una traccia dell’Italia, poiché i marmi che adornano l’ambiente provengono dalla celebre Carrara.

Questo spettacolo di raffinatezza è abbracciato da meravigliosi giardini dipinti con una varietà di fiori, mentre le bouganville si stagliano in uno spettacolo di colori sbalorditivo.

Oman
Grande Moschea Sultano Qaboos a Mascate

Muscat, oltre alla moschea

Arricchiscono il viaggio attraverso la capitale dell’Oman luoghi di rara bellezza come la Royal Opera House Muscat, fulcro dell’arte e della cultura del Sultanato, il maestoso Palazzo di Al Alam, uno dei gioielli reali di Mascate, e i forti storici di Al-Jalali e Al-Mirani, che narrano le storie avvincenti dell’antico passato. L’esperienza è coronata dal vibrante Souk di Mutrah, un’incantevole dimora di colori e profumi che incanta i sensi.

Oman: Forte Jabrin e Forte Bahla

Un incantevole itinerario che si snoda tra maestose montagne desertiche e rigogliose oasi mi conduce dall’incantevole Muscat fino a Bahla. Tuttavia, prima di giungere a destinazione, una sosta al Forte Jabrin è d’obbligo.

Il Forte Jabrin emerge come uno dei più maestosi e perfettamente conservati gioielli dell’Oman, una maestosa struttura dal tono ocra che si erge con autorità dal cuore di un lussureggiante palmeto. Di particolare interesse è il magazzino dedicato alla raccolta dei datteri, con canali che convogliavano i preziosi succhi di questi frutti verso la cucina. I soffitti, adornati con delicati motivi floreali, ancora risplendono, mentre le volte si fanno custodi di versi del Corano scolpiti con maestria.

Raggiungo quindi Bahla. Questa affascinante cittadina ospita uno dei gioielli più pregiati dell’Oman: il maestoso Forte, insignito dell’onore di Patrimonio Mondiale UNESCO dal lontano 1987. Costruito in una posizione strategica, si fa ammirare da lontano, immerso in un’oasi verdeggiante circondata da palme.

La struttura stessa è un’opera maestra di potenza e grandiosità; le possenti mura, erette con mattoni di fango e paglia su solide fondamenta di pietra, si ergono maestose fino a cinquantacinque metri d’altezza. Otto torri di osservazione e difesa sorgono con fierezza lungo le mura, come sentinellesche guardiane di questo tesoro.

Nell’antro più antico del forte, chiamato Al-Qasabah, gli acuti stridii dei pipistrelli riempiono l’aria mentre avanzo. L’ampio perimetro del castello è ancora cinto da un lungo muro di cinta, un serpente protettivo che si snoda per chilometri, simbolo di un passato imponente e glorioso che affascina e protegge ancora oggi.

Sultanato dell’Oman
Castello di Jabreen

Jabal Al Akhdar, la montagna verde dell’Oman

Sono ad oltre duemila metri sopra il livello del mare, affacciato sul margine di un vasto canyon, il Wadi bani Habib.

In questo luogo, mi lascio avvolgere completamente dall’irresistibile fascino di Jabal Al Akhdar (“Montagna verde”), scoprendone con meraviglia ogni singola sfumatura. Ciò che gli occhi vedono richiamano alla mente i grandi canyon degli Stati Uniti. Profonde vallate che incidono la terra. Un paesaggio disseminato di rocce, massi e arbusti.

Ma in questo angolo di Oman così arido scopro una realtà incredibile. Nel piccolo villaggio di Ash Sharayjah, l’aridità delle montagne è interrotta da una lussureggiante vegetazione. Principalmente, si tratta di un’infinita distesa di rose che ha scoperto in questo luogo un terreno fecondo per fiorire.

Dalle pendici montane, l’acqua sgorga e viene indirizzata verso le terrazze attraverso i tradizionali canali di irrigazione chiamati “aflaj” (al singolare “falaj”) che nel 2006 sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Una complessa rete di canali e piccoli condotti che testimoniano l’ingegnosità dell’antica civiltà omanita.

Un’oasi tra le montagne desertiche, intrisa di eleganza e raffinatezza. Nel 1986, il Principe Carlo d’Inghilterra e la Principessa Diana, in visita nell’Oman, optarono per una breve escursione presso il vicino Anantara Al Jabal Al Akhdar Resort. Mentre Carlo dedicava la maggior parte del suo tempo a dipingere il maestoso scenario con acquerelli, Diana si perdeva tra le pagine di un libro. In memoria di questa visita, fu eretta una piattaforma panoramica chiamata “Diana’s Point“, offrendo una vista spettacolare sul paesaggio circostante. Non mi è difficile immaginarla mentre ammirava la straordinaria bellezza di questo luogo.

Oman
Jabal Al Akhdar

Birkat Al Mouz

Faccio una breve tappa per esplorare il pittoresco villaggio di Birkat Al Mouz, adagiato ai piedi del Jabal Al Akhdar. Questo luogo è circondato da lussureggianti palme, ma in tempi passati ospitava piantagioni di banane che vennero devastate da una malattia.

Il nucleo storico appare come un affascinante presepe. Le piccole abitazioni in fango, una volta orgoglio della comunità, si ergono ora parzialmente distrutte, testimoni silenziosi di epoche lontane. Gli stretti vicoli serpeggianti regalano scene straordinarie. La luce del sole filtra tra le foglie delle palme circostanti, creando giochi di ombre e riflessi che accentuano l’atmosfera magica del luogo.

Il Mercato delle Donne di Ibra, uno dei più antichi dell’Oman

È mercoledì e l’itinerario mi conduce a esplorare il mercato di Ibra, noto come il “Mercato delle Donne”, uno dei più antichi e autentici mercati dell’Oman. Questa denominazione deriva dal fatto che la presentazione delle merci in questo mercato era riservata unicamente alle donne, le quali mostravano qui i prodotti da loro realizzati nelle proprie abitazioni.

La sezione che più mi attrae è quella dedicata alla vendita di stoffe. Sulle bancarelle sono esposti tessuti dai più svariati colori, scintillanti alla luce del sole. Inoltre, in questo luogo è possibile scoprire una varietà di spezie, manufatti artigianali, prodotti cosmetici e tappeti. Sebbene non sia ben vista la pratica della fotografia, riesco comunque a cogliere qualche scatto furtivo.

Oman
Mercato delle donne a Ibra

Wadi Bani Khalid 

La giornata odierna è riservata all’esplorazione di uno dei wadi più belli dell’Oman: il Wadi Bani Khalid.

La strada che mi guida alle piscine naturali di Wadi Bani Khalid segue in parte il letto del fiume, ormai asciutto. Enormi massi candidi lasciano intravedere la forza dell’acqua durante le giornate di piena, che fin qui li ha spinti con un impeto furioso.

Avvio la mia passeggiata lungo un sentiero che mi porta alla prima piscina e poi alla successiva. Ma è la terza piscina a catturare completamente la mia attenzione.

L’acqua, di un vivido colore smeraldo, serpeggia in curve sinuose e intricate tra gli scogli dal candido splendore. Queste stesse rocce che cangiando di colore si tingono d’oro sulla superficie. Mi immergo nelle acque calde e intraprendo una nuotata vigorosa. Poi, esausto, mi lascio andare e i miei arti vengono immediatamente avvolti da un gruppo di piccoli pesci grigi. Questi pesciolini pungono e mordicchiano dolcemente piedi e mani, regalandomi un solletico divertente, ma anche un trattamento di pedicure e manicure di livello professionale.

Sultanato dell’Oman
Wadi Bani Khalid

Il deserto dell’Oman

Arrivo al Desert Night Camp a Al Wasil, un’accogliente campo tendato che mi permetterà di vivere l’emozione di trascorrere una notte nel cuore del deserto.

Il primo momento atteso è il tramonto; mi dirigo così verso la sommità delle imponenti dune mentre il sole inizia il suo lento declino. Quello che si svela davanti ai miei occhi è uno spettacolo davvero straordinario. Una vasta estensione di sabbia si stende di fronte a me, con le dune che disegnano curve sinuose. Qui e là, ciuffi di vegetazione testimoniano la tenacia e la resilienza in quest’area inospitale. I raggi del sole che volgono al tramonto spargono una luce dorata rendendo ancora più rosso il colore della sabbia. La sabbia, ancora calda dal sole del giorno, accarezza piacevolmente la pianta dei miei piedi.

Osservo quella palla infuocata nel cielo terso che lentamente scompare dietro le dune, lasciandomi con una sensazione di malinconia per lo spettacolo che volge al termine. Ma la natura ha ancora sorprese da offrire.

Piano piano il buio prende il sopravvento ed il cielo si accende delle tante stelle che non ricordavo della loro esistenza. La scena la conquista un allineamento magico regalato dalla Luna, Giove e Venere. I tre corpi celesti sono quasi allineati in verticale con Giove in alto, Venere in basso e la Luna al centro, come una sottile falce. Cala il sipario su questa straordinaria giornata.

Sultanato dell’Oman
Desert Night Camp ad Al Wasil

Nizwa, capitale dell’antico Sultanato dell’Oman

Il mercato del bestiame

L’appuntamento del venerdì a Nizwa con il mercato del bestiame è un rituale imprescindibile, un’esperienza autentica che da sola giustifica il viaggio in Oman.

Beduini e mercanti di animali provenienti da ogni angolo del Sultanato si danno appuntamento nella ex capitale per vendere capre, agnelli e vitelli, creando uno spettacolo vibrante e unico nel suo genere.

Fulcro dell’evento, che si svolge da oltre trecento anni, è una sorta di arena. Qui, potenziali acquirenti si dispongono all’interno e lungo il perimetro, mentre gli animali vengono guidati dai venditori in una processione antioraria, dando vita a un corteo suggestivo. La scena è animata dalle urla dei diversi pretendenti che rilanciano le offerte per aggiudicarsi l’esemplare più pregiato e dai versi degli animali, su tutti il belare delle capre. L’odore pungente delle bestie si diffonde nell’aria rendendola, a momenti, irrespirabile.

Nizwa
Mercato del bestiame a Nizwa

Il vibrante e colorato Souk di Nizwa

Mi immergo nel vicino Souk, un luogo in cui tutto è disponibile: dal pesce alla frutta, dall’argento alla terracotta. Ma la sezione che più mi affascina è quella dedicata alla spezie omanite dal profumo intenso che ho molto apprezzato in questo viaggio in Oman. In particolare, scopro una spezia utilizzata per preparare una bevanda amata nel paese: il karak tea, un tè arricchito con latte, zenzero, cardamomo ed altre preziose spezie.

E poiché mi trovo lì, assaggio anche l’halwa, un dolce gelatinoso a base di sciroppo di datteri, mandorle, cardamomo e chissà quali altri ingredienti segreti. E c’è di più: ho il piacere di gustare una varietà incredibile di datteri, ognuno con il suo sapore e la sua consistenza unica. La mia preferita? I datteri ricoperti con i semi di sesamo, un’esplosione di sapori inaspettati.

Risulta notevole, alla fine, l’area riservata alla compravendita di armi e di khanjar, l’affascinante pugnale omanita tradizionalmente indossato dagli uomini durante le cerimonie.

Ma le attrazioni a Nizwa non si esauriscono qui. C’è anche il forte più antico e rinomato dell’Oman. La sua architettura è distintamente caratterizzata da un imponente torrione difensivo. Dalla cima di questo maestoso edificio, mi godo una vista spettacolare sulla città, sulle palme e sulla Friday Mosque. All’interno del forte, scopro anche ingegnosi stratagemmi mortali creati per intrappolare un eventuale nemico infiltrato: come falsi pavimenti che celano voragini o feritoie da cui gettare lo sciroppo di datteri bollente. Il complesso residenziale dell’Imam, le camere degli ospiti, le sale riunioni e una residenza per gli studenti completano l’insieme architettonico di questo maestoso maniero.

Sultanato dell’Oman
Halwa al Souq di Nizwa

Jebel Shams, la cima più elevata dell’Oman

Una strada in terra battuta serpeggia tra le maestose montagne desertiche, conducendomi verso uno dei panorami più stupefacenti dell’Oman. Questo luogo è Jebel Shams, una terrazza naturale che si affaccia su un canyon di straordinaria grandezza.

Mentre mi avvicino al bordo, avverto un sussulto di vertigine e un brivido di ansia mi pervade. Solo le capre selvatiche sembrano godere di una tranquillità inalterata, passeggiando con spensieratezza lungo il ciglio del burrone, alla ricerca di un gustoso cespuglio da brucare. Sono invidiabili!

Percorro la strada che mi ricondurrà a Mascate. Quarantadue chilometri di tornanti, polvere e vedute mozzafiato. Ma anche oasi nascoste che non mi sarei aspettato di incontrare tra queste montagne desertiche, apparentemente prive di vita. Mi trovo nel Wadi Bani Awf, che alcuni anglofoni affettuosamente chiamano “Snake Canyon” per la sua forma sinuosa che ricorda un serpente, ma che allude anche alla presenza di serpenti in questo angolo di natura. Superato il tratto sterrato, procedo ancora per alcuni chilometri e raggiungo il Nakhal Fort, purtroppo momentaneamente chiuso per lavori di restauro.

Isole Daymaniyat, altro gioiello dell’Oman

Al di là delle coste settentrionali di Mascate sorge un autentico paradiso: le Isole Daymaniyat. Questo luogo rappresenta una riserva naturale protetta, istituita nel 1996 con l’obiettivo di preservare l’integrità della barriera corallina e delle specie animali e vegetali che la popolano. Una spiaggia candida come farina, acque turchesi, scogli rossi e un cielo azzurro punteggiato da sbuffi di bianche nuvole riempiono la scena. Non c’è nulla al di là di questa visione.

Mi aspettavo che la temperatura dell’acqua non fosse particolarmente calorosa (lo ricordavo dal viaggio a Dubai) e previdentemente indosso il mutino che ho portato con me. Mi butto in acqua senza esitazioni. Sento l’onda di freddo risalire lungo la schiena e mi affretto a nuotare con vigore per contrastare i brividi.

I miei occhi sono sbarrati e pronti a scovare le meraviglie del mondo sommerso. Dinanzi a me, pesci dalle tinte vivaci popolano il fondale e la loro presenza aumenta man mano che mi avvicino alla barriera corallina. Ma è qui che una sorpresa straordinaria mi attende. Un “agglomerato” di tartarughe, sono ovunque! Una vicina all’altra brulicano con avidità i coralli ignare della mia presenza. Si mostrano apertamente, permettendomi di ammirarle e catturare fotografie che testimonino questo momento indimenticabile. In quegli istanti, vivo una gioia profonda, gustando questo raro e prezioso dono della natura.

Tartarughe
Taratarughe nelle Isole Daymaniyat

Hawiyat Najm (Sink Hole) Park

In Oman esiste un luogo davvero singolare, avvolto da leggende misteriose. Si tratta di uno spettacolare specchio d’acqua di un intenso verde smeraldo venutosi a creare nel bel mezzo di una zona desertica. È il Sink Hole di Bimmah e si trova all’interno dell’Hawiyat Najm Park, a circa centrotrenta chilometri da Mascate.

Pare che questo affascinante buco sia stato originato dall’impatto di un meteorite, piuttosto che dal cedimento del terreno, anche se secondo alcune leggende omanite potrebbe rappresentare la dimora del diavolo. Indipendentemente dall’origine misteriosa di questo luogo, ciò che è certo è la sua straordinaria bellezza, in grado di suscitare in me un brivido che percorre tutto il corpo. 

Sink Hole
Hawiyat Najm (Sink Hole) Park

Wadi Shab, la natura incontaminata dell’Oman

Wadi Shab rappresenta la conclusione epica di questo straordinario viaggio. Un canyon desertico che nasconde le sorprendenti acque di un colore turchese. Per accedere a questo angolo paradisiaco, salgo a bordo di una piccola imbarcazione che in breve tempo mi conduce all’altra sponda, punto di partenza per il sentiero che risale il corso d’acqua.

Lo scenario che si presenta è semplicemente incantevole: il verde delle palme si alterna con il rosso delle rocce. Man mano che risalgo il corso d’acqua, l’acqua si fa sempre più trasparente e cresce l’invito irresistibile a un rinfrescante bagno.

Il percorso si dimostra abbastanza impegnativo, soprattutto a causa dell’ardente calura che si fa sentire. Tuttavia, ogni sforzo viene ripagato quando giungo al termine del sentiero e mi ritrovo di fronte a una spettacolare piscina naturale. Da questo punto in avanti, continuo il mio percorso nuotando. Il tratto è abbastanza lungo; i muscoli delle mie braccia iniziano a bruciare per lo sforzo. È quasi un’ora che si muovono nelle acque sempre più cristalline.

Attraverso uno spazio stretto fra due rocce quasi aderenti, faccio attenzione a non urtarle con la testa. Lo spazio è appena sufficiente e mi costringe ad alternare bevute (per fortuna l’acqua è dolce) a strusciate sulla roccia. La scena che si apre oltre questo passaggio è veramente magica: un angolo nascosto creato dal distacco di un grosso masso che incornicia una piccola cascata. 

Qui trova la sua fine questo splendido viaggio. L’Oman si rivela un paese straordinario, dove la natura meravigliosa si svela ad ogni passo. Dove tradizione e innovazione si fondono in un abbraccio eterno.

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Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

5 Comments

  1. L’Orsa nel deserto… è un’immagine che mi affascina. Dopo Bucarest vuoi influenzarmi anche con questa destinazione? Qualche anno fa si diceva che azzurro e beige fossero due colori che facevano a cazzotti, e invece guarda che spettacolo! Non pensavo che avesse cieli così azzurri il Medioriente, l’ho sempre immaginato afoso e umido. Così morbide le curve del deserto, viene voglia di accarezzarle solo guardando le tue foto. L’hai acquistato poi il pugnale rituale? Il dromedario che sbadiglia mi ricorda un parente 😛 Un altro bel reportage di viaggio in un Paese affascinante, ho quasi sentito profumi e sapori 🙂

    • È incredibile come certi accostamenti di colori riescano a sorprenderci piacevolmente, vero? Il contrasto tra l’azzurro del cielo e il ramato delle dune del deserto crea davvero uno spettacolo mozzafiato, reso ancora più spettacolare al tramonto. No, non ho acquistato il pugnale. Oramai viaggio solo con il bagaglio a mano e, credo, che mi avrebbero fatto qualche problema all’imbarco 😉 Sono proprio curioso di vedere una foto del tuo parente. È vero, certi comportamenti degli animali ci ricordino le persone che conosciamo! Quante volte abbiamo pensato: guarda quel cane, somiglia al suo padrone! Sono felice che il mio racconto ti abbia trasmesso un po’ dell’atmosfera e della bellezza di questo Paese che consiglio di visitare assolutamente

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