Il Bel Paese

Livorno – Cosa ci vai a fare?

Livorno, la città dei miei ricordi d’infanzia, risplende nella mia memoria come un gioiello lucente. Le scuole frequentate fin dall’inizio della mia educazione fino al momento del trasferimento per lavoro ad Aosta, la mia città natale, un’ironica coincidenza del destino.

Nonostante la distanza geografica che ora ci separa, una parte del mio cuore è rimasto ancorato a Livorno. Una città di straordinaria bellezza, a cui sono legato con affetto profondo. Tornare tra le sue strade è una necessità, una sorta di pellegrinaggio per me.

Livorno
Scali delle Pietre

Livorno nel cuore

Ogni angolo di Livorno racconta una storia, risveglia emozioni e ricordi sepolti nell’anfratto della mia mente. Lì, a quel cinema, dove avevo visto il mio primo film, affiancato dal sorriso affettuoso di mio padre. Ai punti di ritrovo, in continua evoluzione con l’avanzare dell’età: da Via Ricasoli alla Baracchina Bianca, alla Baracchina Rossa. E poi c’è quel negozio dove mio padre aveva acquistato il mio motorino (un Califfone 4 marce+ di colore rosso), un dono che aveva siglato una tappa fondamentale nella mia crescita. Poi la scuola, con i suoi corridoi carichi di avventure e scoperte. E persino l’incrocio di Viale Carducci, dove le serate del sabato si consumavano tra risate e scherzi con gli amici, mentre Solange tentava di incrementare i suoi guadagni. “O bimbi, andate via che devo lavora‘” ci gridava quando la sua pazienza era al limite.

Ci sono anche le locandine del Vernacoliere, o meglio, “Livornocronaca il Vernacoliere”, il “mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano“, come recita la stessa testata giornalistica. Le sue pagine, impregnate di saggezza e sarcasmo, fanno parte del tessuto stesso della città. Una sorta di cronaca viva e irriverente delle vicende del nostro Paese.

Livorno, con le sue strade intrise di ricordi e le sue storie che si intrecciano con le mie, era e rimane il luogo dove il mio cuore trova la sua vera dimora. Tornare nella città labronica, a ogni visita, significa riscoprire un pezzo di me stesso, immerso nel suo passato e avvolto nell’abbraccio caloroso di questa meravigliosa città.

Livorno
Ponte di Marmo

Cosa vedere nella città labronica

Livorno, la città dei legami affettivi e delle emozioni che solcano il cuore come le onde del mare che la avvolge. Qui, tra le strade invase dal profumo salmastro, si celano bellezze che possono attrarre anche i turisti più scettici.

La prima attrazione di questa perla toscana è il mare, un elemento che permea ogni angolo della città. Si insinua tra le vie come i tentacoli di una piovra, plasmando uno dei quartieri più pittoreschi di Livorno, Venezia. I suoi canali, chiamati Fossi Medicei, richiamano in nome e forma la celebre città lagunare. Questi canali, originariamente pensati per la navigazione, sono diventati il simbolo indiscusso della città. Essi collegano anche le due maestose fortezze di Livorno, la Fortezza Vecchia e la Fortezza Nuova, regalando scorci che lasciano senza fiato.

Il mare è l’anima stessa del livornese, una parte del suo DNA. La stagione balneare prendeva il via già a marzo, quando i primi raggi di sole accarezzavano la pelle. Mi dirigevo verso gli scogli sul Romito, uno dei tratti costieri più affascinanti della Toscana. Un luogo dove la terra sembra tuffarsi in un abbraccio appassionato con il mare. La strada serpeggia lungo la scogliera, dove ancora si intravedono i segni delle antiche postazioni di avvistamento contro i corsari barbareschi che imperversavano le coste, come la Torre di Calafuria, ma anche uno dei punti più fotografati di Livorno, il maestoso Castello del Boccale. Qui, rifugiato dietro uno scoglio, al riparo dal vento che rinfrescava ancora l’aria, potevo godere appieno del calore del sole. La stagione estiva si spegneva solo quando l’ottobre portava con sé i primi freddi, una consuetudine che, sono sicuro, persiste ancora oggi.

Terrazza Mascagni
Terrazza Mascagni

Cosa vedere nella città labronica

E poi c’è il lungomare di Livorno, un luogo di eleganza e bellezza che regala attimi di pura magia e romanticismo. Senza dubbio, il volto più riconoscibile della città. Un tratto molto lungo che va dal Porto, con i suoi colorati pescherecci, fino al quartiere Ardenza, attraversando luoghi caratteristici come la Chiesa di San Jacopo in Acquaviva, la Barriera Regina Margherita, gli Scogli dell’Accademia, la Rotonda d’Ardenza con la caratteristica pineta rotonda, i Casini di Ardenza. Ma soprattutto lei, la Terrazza Mascagni. Ammirare il tramonto dalla suggestiva Terrazza Mascagni, con le sue piastrelle bianche e nere, sono uno spettacolo da non perdere quando il cielo si tinge di rosso e oro. Nelle giornate limpide, le isole dell’Arcipelago Toscano si disegnano all’orizzonte, come un invito a esplorare anche questi luoghi.

Piazza della Repubblica, una delle piazze più grandi di Livorno, è un luogo di incontri e festeggiamenti. Qui, durante il carnevale, sfoggiavo con orgoglio i costumi di arlecchino, cowboy o zorro, cambiando travestimento di anno in anno. La particolarità di questa piazza risiede nel fatto che, letteralmente, galleggia sopra il Fosso Reale che si cela silenzioso al di sotto fino a quando il ronzio del motore di una barca che lo attraversa rompe il silenzio e si diffonde nell’aria.

Ponce Livornese
Vittori il Ponce Livornese

I sapori di Livorno

Tornare a Livorno significa anche immergersi nei sapori del passato, nelle tradizioni culinarie che amo fin da bambino.

Al primo posto c’è il celebre cacciucco, una zuppa di pesce ricca e saporita. Poi il “5 e 5“, un panino francese ripieno di torta di ceci spolverata con pepe e accompagnato da una bibita gassata chiamata “spuma bionda“. Il nome curioso deriva dalla pratica di chiedere negli anni trenta del secolo scorso 5 centesimi di lira di torta e 5 centesimi di lira di pane. Una denominazione che resiste al trascorrere del tempo.

Non può mancare poi una visita alla vecchia friggitoria di Piazza Cavallotti. Qui ero solito gustare frati o bomboloni alla crema dopo una spesa al Mercato delle Vettovaglie, noto anche come Mercato Centrale o Mercato Coperto. Questo maestoso edificio, costruito con ferro e vetro, si affaccia sul Fosso Reale e oggi ospita anche bancarelle con deliziose specialità locali. È un luogo che poco ha da invidiare alla famosa Boqueria di Barcellona.

E alla fine di una giornata ricca di esperienze e memorie, c’è sempre un bicchierino di Ponce Livornese, il “rumme” originale, da gustare al bar Civili. Un vero piacere per il palato e un conforto per lo spirito.

Ligama
Fiori di Glicine di Ligama

La Street Art

Non posso ignorare infine le opere di street art che decorano la città labronica. Sebbene ai miei tempi i lavori murari erano rappresentati esclusivamente da scritte provocatorie contro Pisa e i pisani, oggi le opere sono dei veri capolavori. Pietro Mascagni di El Rey de la Ruina, Fiori di Glicine di Ligama, L’âme de Montparnasse di Liard, Sirvana di Flavio Solo e Diamond sono solo alcune delle creazioni che adornano Livorno, regalando una nuova dimensione di bellezza urbana.

Livorno, con il suo mare maestoso, la sua gente vivace e i suoi sapori genuini, è una città autentica, pronta ad accogliere chiunque desideri immergersi nelle sue storie e nei suoi tesori nascosti. È ancora la mia città, il mio rifugio, il mio mondo da amare e rivivere.

guarda altre foto

Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

4 Comments

  1. Non poteva mancare la street art nella città della tua infanzia, quel murales sulla piccola darsena è molto bello. Non conoscevo il 5 e 5, ha un nome sfizioso e cosa darei per assaggiarlo! La terrazza dal vivo fa lo stesso effetto ipnotico che ha in foto? 😛 Che bello leggere i tuoi ricordi! 🙂 PS: non sono domande da fare “cosa ci vai a fare a Livorno”, è una città che dovremmo vedere tutti almeno una volta!

    • Grazie mille! Sono contento che tu abbia apprezzato il murale sulla darsena. La street art ha davvero reso la mia ex città ancora più vibrante e interessante. Il 5 e 5 è davvero una delizia! È un piacere per il palato e il nome sicuramente attira l’attenzione. Se hai l’opportunità, non perdere l’occasione di assaggiarlo! Non dimenticarti il ponce. Assolutamente, la terrazza dal vivo è magica tanto quanto appare nelle foto, vale la pena viverla di persona. Il titolo del post è volutamente provocatorio. Sono in molti a snobbare questa città. Ma sbagliano. Livorno è una città ricca di fascino, storia e folclore, e sono d’accordo con te sul fatto che dovrebbe essere visitata almeno una volta nella vita.

  2. sono per un quarto livornese amo questa città e i livornesi: il vernacoliere in primis 😀 quartiere venezia è nei miei geni…ciaoooo

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