On The Road

Lisbona – Tre giorni nella Capitale del Portogallo

Lisbona mi ha prima stordito e poi affascinato. Non sono abituato alla vitalità di questa città e alla presenza di così tanti turisti.

Il viaggio in sidecar in Portogallo ha sinora toccato destinazioni poco affollate sebbene di notevole interesse turistico. Mi basta poco per comprendere il perché di così tanto fervore. Lisbona è in festa!

Le Festas dos Santos Populares

Giugno è il mese dei Santos Populares (Santi Popolari) e in tutto il Portogallo si svolgono spettacolari feste. A Lisbona siamo nel pieno dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, protettore della città, che qui ebbe i natali.

L’Avenida da Liberdade si tinge dei colori dei quartieri della città che partecipano a sfilate con abiti dai colori sgargianti. I quartieri storici sono addobbati con palloncini e striscioni colorati, rallegrati da tanta musica.

L’odore delle sardine cotte alla griglia si mescola al profumo della birra che scorre a fiumi.

Ad ogni angolo della città sono venduti i tipici “manjericos” (piantine di basilico). Tradizionalmente i vasetti di basilico, decorati con garofani di carta velina colorata e accompagnati da un biglietto d’amore, sono regali per le fidanzate. Rappresentano un segno di buon augurio per una duratura relazione. Una promessa d’amore che va rinnovata ogni anno proprio come la pianta del basilico.

Indossati i cappellini che amichevolmente ci regalano – uno a forma di sardina e l’altro con una parrucca dal colore verde ideale per la mia testa – ci buttiamo nella mischia.

Cosa vedere a Lisbona

Lisbona è edificata su sette colli proprio come Roma, la città in cui vivo. Visitarla a piedi si può, anzi si deve. Persino raggiungere la Torre de Belém dai quartieri centrali si è rivelata impresa certamente fattibile.

Lisbona ha molto da offrire e i tre giorni che gli dedichiamo risultano appena sufficienti.

Un’esperienza imperdibile da fare assolutamente è affacciarsi ai miradouros per apprezzare gli spettacolari panorami. Ci dirigiamo prima al Miradouro da Graça e, poi, al Miradouro da Senhora do Monte. La vista su Lisbona è incantevole. La città è ai nostri piedi. Si intravede sullo sfondo anche il ponte Ponte 25 de Abril sospeso sull’estuario del fiume Tago.

Risaliamo le stradine tortuose dell’Alfama, lo storico quartiere di Lisbona capeggiato dal Castello di São Jorge. Ma prima immortaliamo il mitico Tram 28, il pittoresco tram di colore giallo che sferraglia per le strette vie di della capitale.

Altri due miradouros ci attendono, quello das Portas do Sol e de Santa Luzia.

La Cattedrale di Lisbona, semplicemente La Sé, è invasa da coppie di sposi. Durante i festeggiamenti di Sant’Antonio vengono celebrati molti matrimoni. Ciò in quanto, il Religioso è considerato anche il santo protettore dei matrimoni. Una tradizione vuole che il giorno di Sant’Antonio venga consentito ai residenti meno abbienti di sposarsi gratuitamente.

Cosa vedere a Lisbona

Dalla Praça do Comércio, la grande piazza che si affaccia sul fiume Tago, oltrepassiamo lo splendido Arco da Rua Augusta. Successivamente, percorriamo Rua Augusta, tra le principali vie pedonali, in cerca di dolcetti da acquistare per rallegrare le nostre cene.

Ci imbattiamo nell’Elevador de Santa Justa, una meraviglia architettonica risalente al 1898. Un ascensore che per un prezzo inspiegabilmente alto può trasportarti velocemente sulla collina do Carmo.

Preferiamo salire a piedi per poi raggiungere il Convento do Carmo. Si tratta di un complesso reso suggestivo dalla mancanza del soffitto. Il tetto della splendida chiesa gotica è stato distrutto dal terremoto del 1755. Il vuoto è riempito dalla natura. Dal cielo, dal sole e dalle nuvole. Creando un’osmosi mistica, una congiunzione tra il divino e il terrestre.

Ecco l’Elevador da Bica tra le più belle funicolari che ho visto a Lisbona.

Raggiungiamo a fatica il Monumento alle Scoperte (Padrão dos Descobrimentos) dalla indimenticabile forma a caravella. Si tratta del monumento eretto in onore degli esploratori del mare che tanta ricchezza portarono al Portogallo. Poco lontano il simbolo di Lisbona, la Torre di Belém. L’affascinante torre bianca sorge alla foce del fiume Tago ed è collegata alla terra ferma da una passerella in legno.

Oltrepassato il Monastero dos Jerónimos facciamo una sosta all’iconica Pastéis de Belém, la pasticceria più famosa a Lisbona. Per quanto ovvio, assaporamo le pastéis de nata.

Vale la pena visitare la LX Factory, un ex complesso industriale trasformato in un complesso da vivere grazie alla presenza di librerie, locali, laboratori; tutto alla presenza di particolari murales.

Ginjinha, a Bebida Típica de Lisboa

Concludiamo la nostra visita di Lisbona nel locale più famoso per la produzione della Ginjinha, o licor típico de Lisboa. Il piccolo locale A Ginjinha è il punto di riferimento per assaggiare il liquore ottenuto tramite infusione di ciliegie.

L’idea di creare questa bevanda venne ad uno spagnolo che mise a fermentare le ciliegie nel brandy con zucchero, acqua e cannella. E fu subito un successo. Prima negli ambienti della borghesia in ragione dell’elevato costo, poi ampiamente diffuso.

La scelta è semplice, un bicchiere di Ginjinha con o senza ciliegia in alcool.

Così, dopo la scorpacciata del frutto del ciliegio di Porto ora l’assaggiamo nell’infuso.

Visita al Palácio Nacional da Pena

Non lontano da Lisbona non possiamo perderci la visita del Palácio Nacional da Pena. È il risultato del sogno di Ferdinando II, che fece realizzare un palazzo da fiaba in cima alla Serra de Sintra. Tutto intorno, un suggestivo e lussureggiante parco che accoglie specie arboree autoctone di tutti i continenti volute sempre dal predetto re del Portogallo. Lo scenario è sbalorditivo e invoglia ad essere fotografato. Il Palazzo si presenta avvolto dalla nebbia come a celare, per timidezza, la sua bellezza. Poi, piano piano si mostra nel suo splendore. I raggi del sole illuminano le pareti esterne esaltandone i colori.

Portugal
Palácio Nacional da Pena a Sintra

Capitale della street art

Anche a Lisbona assecondo la mia passione per la street art andando alla ricerca di alcune opere realizzate nella capitale del Portogallo.

Tra le opere più geniali quelle di Bordalo II meritano una dovuta attenzione. Lo street artist portoghese, già apprezzato a Torino per “Orso”, realizza le opere con materiali di scarto e pezzi recuperati nei rifiuti. Prendono così forma i grandi animali che appartengono alla serie denominata “Big Trash Animals”. Il suo è un messaggio contro la società moderna poca rispettosa dell’ambiente e poco incline al riciclo.

In Largo da Achada c’è il murale di Andrea Tarli che ritrae un’anziana signora nell’atto di spruzzare una bomboletta di colore in faccia ad un giovane che si sta facendo un selfie davanti ad una parete di azulejos.

Peccato che l’intervento dei nostrani Ericailcane e Blu sia quasi completamente scomparso. Un’opera imponente, realizzata di concerto con altri artisti internazionali, che abbraccia le facciate di tre palazzine vuote. Su una un giovane ragazzo nell’intento di colpire con una fionda un re avido che prosciuga il mondo con una cannuccia. In capo una corona sulla quale sono raffigurati i marchi delle più importanti compagnie petrolifere.

In Rua Damasceno Monteiro ci imbattiamo nel lavoro di Mario Belem dal titolo “Saudade”. Una riflessione su modo in cui trascorriamo il nostro tempo desiderando le esperienze passate, senza vivere quelle future.

Ma è il Parque das Nações il quartier generale della street art.

Prima una serie di ritratti di varie culture ed etnie. Una creazione dell’artista britannico D*Face realizzata vicino ad un terminal luogo di incontro di più persone con storie e vite diverse tra loro.

Poi le facciate di un intero quartiere residenziale a Casal dos Machados trasformate in gigantesche tele tutte dedicate alla multiculturalità. Descriverle tutte è impossibile.

Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

10 Comments

  1. Ho adorato Lisbona. Ci sono stata a Gennaio del 2007, ho preso un sacco di acqua, ma l’ho girata tutta a piedi e non c’erano turisti.

    • Girovagare a piedi per le città è il modo migliore per scoprirne gli angoli più intimi, zone che altrimenti non vedresti mai. In occasione dei Santi Popolari Lisbona ha saputo mettere in scena uno spettacolo suggestivo e coinvolgente che mi ha trasmesso un forte impulso ad immergersi nell’atmosfera di festa unendomi alla folla. Esperienza da provare

      • Infatti ho scoperto angoli meravigliosi tra le vie strettissime della parte alta. Ho fatto un mucchio di foto, purtroppo l’ultima sera sono tornara in albergo molto brilla e le ho cancellate tutte per sbaglio. Mi piacerebbe tornarci, ma questa volta non da sola.

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