Il Lago de Atitlán è una meta imperdibile del Guatemala. Un luogo magico che non deve assolutamente sfuggire al visitatore. Qui le usanze e le tradizioni sono ancora molto radicate.

Gli abitanti sono fedeli allo stile di vita tradizionale dei Maya. Infatti, si vestono ancora oggi con gli abiti dai colori sgargianti. Sono dediti alla coltivazione del caffè, alla lavorazione tessile e del legno, ma sono anche abili pittori.

Lago de Atitlán e i suoi villaggi

Panajachel

Scegliamo come base per esplorare il Lago de Atitlán la cittadina di Panajachel, comunemente chiamata Pana.

Ci tuffiamo in un paese cosmopolita in cui ai costumi locali si sovrappongono caratteri internazionali per l’affluire di visitatori provenienti da ogni parte della Terra. Meta indiscussa di fricchettóni dai comportamenti anticonvenzionali che credevo estinti nei lontani anni Settanta, ma che, invece, trovano qui ancora linfa per sopravvivere.

In sostanza, il centro cittadino è pieno zeppo di agenzie di viaggio, bancarelle di artigianato, locali e bar. Prendiamo di mira la Pupuseria Cheros che diventerà la nostra fonte di sostentamento per i due giorni che dedichiamo a questo angolo di Guatemala. Le Pupusa con carne di maiale, formaggio e frijoles sono le mie preferite.

Da Panajachel è molto facile raggiungere con una lancia i villaggi lacustri di San Juan La Laguna, San Antonio Palopó e Santiago Atitlán.

Lago de Atitlán Panajachel Guatemala
Pupuseria Bar Cheros – Panajachel

San Juan La Laguna

San Juan La Laguna mi colpisce per l’arte che si può ammirare qui. Infatti, molte sono le piccole gallerie che espongono stupendi quadri ad olio e suggestivi trovo i murales che incontro passeggiando tra i vicoli del piccolo borgo. 

Viaggio in Guatemala
Street Art – San Juan La Laguna

Santiago Atitlán

Santiago Atitlán è sicuramente il paese più interessante tra quelli visitati per la presenza di un caratteristico mercato e di alcune figure legate alla mitologia e alla storia di questo luogo.

La prima cosa che mi attrae prima di sbarcare nel villaggio è un gruppo di donne che lavano i panni nelle gelide acque del Lago de Atitlán. Un’antica tradizione che resiste tutt’oggi.

Ci addentriamo nel mercato; qui ritroviamo tutti gli oggetti prodotti in modo artigianale. Dai vestiti agli articoli in pelle, dalle sculture in legno ai quadri. 

La parte del mercato che reputo più interessante è quella dedicata alla frutta e alla verdura per la presenza di alimenti a me sconosciuti.

La divinità mitologica Maximon

Santiago Atitlán è accomunato alla divinità mitologica Maximon. E’ una figura venerata dalla popolazione locale e rappresenta lo spirito protettore delle donne. Si rivolgono a lui, per esempio, affinché il primo figlio che sta per nascere sia maschio. In occasione delle preghiere, i fedeli portano in dono frutti, tessuti e animali essiccati.

La statua in legno lo raffigura come una persona anziana che fuma il sigaro; il “nonno più nonno” lo definisco qui. 

La statua viene custodita in una stanza dedicata a cappella. La figura viene spostata di sede ogni quattro anni. 

Il mercoledì santo Maximon viene messo vicino alla chiesa per vigilare affinché Gesù non si sottragga al suo tragico destino, quello di morire in croce.

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Maximon – Santiago Atitlán

Padre Apla’s da Santiago Atitlán

Santiago di Atitlán è anche legato alla figura di Padre Francesco Stanley Rother che raggiunse il villaggio nel 1968 come missionario. Si fece chiamare dalla popolazione indigena degli Tz’utujil anche con il nome di Apla’s

Il sacerdote era voluto bene dalla popolazione locale che la aiutava nella coltivazione dei campi, nella cura degli ammalati e nell’educazione. A tale ultimo proposito, l’uomo di chiesa era fermamente convinto che gli analfabeti non sarebbero stati in grado di capire Dio. 

Negli anni in cui Padre Apla’s predicava a Santiago Atitlán, in Guatemala imperversava la guerra civile durante la quale furono uccisi molti cattolici. 

Padre Francisco morì anch’esso ammazzato, con la testa fracassata da una pallottola. Era il 28.7.1981. Il suo cuore e un’ampolla contente il suo sangue sono conservati nella chiesa di San Juan.

San Antonio Palopó 

Il Paese ospita una cooperativa tessile dove con il telaio vengono realizzati tappeti, scialli e sciarpe.

Le donne indossano vestiti di colore blu e gli uomini, i più anziani, una tradizionale gonna di lana.

Caratteristico infine il piccolo mercato di frutta e verdura.

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Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

4 Comments

  1. Mi ha sempre affascinato il Guatemale e devo ammettere che questo tuo post ha riacceso in me un’antica fiamma. Anch’io cerco sempre di organizzare i viaggi per carpirne le tradizioni e culture locali. Bellissimo viaggio, complimenti!

    • Grazie Liliana. Allora ti invito a leggere i futuri post su questo fantastico Paese

  2. Ma che posti particolari ci proponi ogni volta! Quant’è bello che al mondo esistano popoli ancora ancorati alle loro tradizioni, non come noi che le stiamo piano piano perdendo tutte…

    • Posti incantevoli 😉 Le tradizioni sono la nostra storia, il nostro DNA. Dobbiamo proteggerle e seguirle con affetto nonostante la globalizzazione stia distruggendo le culture, le tradizioni, i dialetti e molto altro ancora. Tenere viva la diversità culturale è compito di tutti e ciascuno di noi può farle rifiorire. Almeno me lo auguro 🇮🇹

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