Il Bel Paese

La Casa Dipinta di Brian O’Doherty – Patrick Ireland a Todi

La Casa Dipinta di Brian O’Doherty – Patrick Ireland è un’opera davvero originale che sorge nel cuore di uno dei borghi più affascinanti e visitati d’Italia: Todi, in Umbria.

Mi imbatto un po’ per caso e un po’ per curiosità, attratto dai cartelli che annunciano la presenza di una casa dalle pareti colorate che risvegliano la mia passione per la street art.

Poi, quel portone socchiuso lascia intravedere un’affascinante mondo colorato che mi incuriosisce e mi invita a entrare nella Casa Dipinta.

Chi è Brian O’Doherty – Patrick Ireland

Brian O’Doherty, irlandese di nascita e statunitense d’adozione, è medico, scrittore, critico d’arte, regista e artista autodidatta. Con il nome artistico di Patrick Ireland firma le sue opere. Lo sceglie in segno di protesta contro l’uccisione, da parte di paracadutisti dell’esercito britannico, di quattordici partecipanti alla marcia civile di Derry, nell’Irlanda del Nord. Un’aggressione sicuramente spropositata passata alla storia con il nome di “Bloody Sunday“. L’artista abbandona lo pseudonimo solo nel 2008, a seguito della proclamazione dell’indipendenza irlandese contro il dominio britannico.

La Casa Dipinta di Todi

La Casa Dipinta è una casa d’epoca disposta su tre piani acquistata dall’artista e dalla consorte per trascorrere le vacanze nella verde e lussureggiante Umbria.

Affrescata nel tempo da Brian, è stata trasformata in una vera e propria opera d’arte e, da qualche anno, resa fruibile al pubblico grazie ad un comodato d’uso concesso al Comune di Todi. Un’opera non conclusa, ma in continua evoluzione. Un concetto di “work in progress” che accomuna, a mio avviso, Brian O’Doherty all’artista calabrese Nik Spatari, ideatore del MuSaBa Parco Museo Santa Barbara a Mammola.

Ma la Casa Dipinta continua ad essere un rifugio privato; ciò è immediatamente constatabile proprio per la presenza di oggetti personali rinvenibili in una qualsiasi abitazione. Come per esempio, scatolette di cibo, pentole, rasoi, elettrodomestici dall’aspetto rétro. Ci sono anche dei complementi di arredo donati da Beverly Pepper, famosa scultrice amica dei proprietari stabilitasi anche lei proprio a Todi.

The Painted House e l’Ógham

Il primo piano della Casa Dipinta ospita la sala da pranzo e la cucina. Sull’architrave che separa i due ambienti tre parole attraggono la mia attenzione: “One, Here, Now“ (Uno, Qui, Ora). Riassumono il pensiero artistico di Brian.

Le opere alle pareti si mescolano con le linee che rappresentano le lettere dell’Ógham, l’alfabeto usato in Irlanda nei primi secoli dell’era cristiana. Un richiamo alle proprie origini.

Alcuni scalini dipinti con i colori dello spettro della luce conducono al piano superiore, al soggiorno. Il secondo piano della Casa Dipinta è dominato dall’opera “Trecento” che si ispira ai trittici, le opere d’arte sacra tipiche del Rinascimento italiano. Dalla parete partono dei fili che, dopo aver individuato il punto di vista ottimale, riesco ad ammirare la tridimensionalità dell’opera. Sembra muoversi e venirmi incontro.

Ancora una scala colorata; mi conduce all’ultimo piano, l’ambiente che più apprezzo della Casa Dipinta. Ospita la camera da letto e il bagno. Sulle pareti della camera sono state riprodotte porte e finestre dai colori accessi sulle quali sono stati installati analoghi fili per apprezzare l’effetto tridimensionale delle opere. Sulla parete opposta, sulla quale si appoggia la testata del letto, sono visibili le sagome dell’artista e della moglie a sancire il loro legame affettivo stabile e duraturo.

In ultimo, il bagno dove i cerchi dipinti richiamano la struttura dantesca del Paradiso. Tubetti di colore sono posizionati sul lavabo accanto a vecchie bottiglie di profumo; la classica confusione d’artista.

Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

11 Comments

  1. Alessandra Reply

    Stupendi i colori , una casa davvero straordinaria, dev’essere bello fare il bagno in quella vasca con gli arcobaleni sulle pareti .

    • Se ci pensiamo bene è un ritorno al passato. In antichità le abitazioni presentavano decorazioni alle pareti; opere d’arte dipinte in ogni stanza. I colori di questa casa sono molto vivaci e mettono allegria 😉

  2. Che cosa (e che casa) unica, lo trovo un piacevole contrasto quello tra i colori vivaci degli interni e quelli dei panorami di Todi. A proposito, avevo letto da qualche parte che le finestre nella stanza da letto nascono per raccontare proprio il rimpianto della moglie di non poter godere del paesaggio sulle colline umbre. La casa infatti sorge in pieno centro storico e la vista è interdetta, per questo l’artista si è dovuto inventare un “Paradiso” di tinte! Meravigliosi i tubetti di colore tra le bottiglie di profumo! Scovi sempre chicche non comuni 😀

    • …è proprio così, la camera da letto è priva di aperture con vista. Proprio per tale motivo Brian ha voluto esaudire il desiderio della moglie di poter godere del suggestivo paesaggio di Todi 😀

  3. Una bella fantasia colorata. Prendo nota, non si sa mai passo da quelle parti.

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!

Scopri di più da Viaggiatore non per caso | Blog di viaggi e non solo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continue reading