I capolavori dell’architettura coloniale spagnola, i giganteschi vulcani delle Ande, i colorati mercati tradizionali è tutto ciò che può offrire l’Ecuador. Un concentrato di tesori che rendono indimenticabile un viaggio in questo Paese. E poi in volo verso le Isole Galàpagos dove nasce la teoria sull’evoluzione della specie di Charles Darwin. Un Paradiso terrestre in cui gli animali sono i protagonisti indiscussi di questi luoghi.

Quito, la Capitale dell’Ecuador

Il nostro viaggio in Ecuador prende avvio dall’antica Capitale Quito.

Plaza de la Independencia è il cuore della città vecchia, la parte più antica della capitale dell’Ecuador, sulla quale si affacciano edifici storici in stile ispano-americano tra i quali la meravigliosa Cattedrale. La guida ci consiglia di tenere gli occhi aperti e di stare attenti a possibili borseggiatori. Ma nulla di brutto accade.

La piazza è invasa da lustrascarpe che cercano di guadagnarsi la giornata invitandoci a lucidare le nostre calzature. L’invito mi lascia perplesso, atteso che ciò che portiamo ai piedi sono scarpe da tennis in tela.

Passeggiamo per Calle de La Ronda, la più importante arteria del centro storico, ammirando palazzi coloniali e negozi di artigianato.

Saliamo su El Panecillo la collina che domina Quito. È impressionante l’estensione dell’agglomerato urbano che si osserva da questo punto; la distesa di case si perde all’orizzonte. Sulla sua sommità svetta un monumento alla Vergine Maria, la statua della Madonna Alata visibile da ogni angolo della città.

Poco distante da Quito raggiungiamo una delle attrazioni più conosciuta dell’Ecuador: la Ciudad Mitad del Mundo, il monumento costruito nel punto di passaggio dell’Equatore. Una striscia gialla identifica la linea immaginaria ed è possibile posare un piede sull’emisfero nord e l’altro su quello sud. La foto di rito è d’obbligo.

Un’altra attrazione imperdibile è il coloratissimo mercato indigeno di Otavalo. Gli indios indossano costumi tradizionali di lana dai mille colori. Sulle bancarelle sono esposti tessuti e oggetti di artigianato, tra i quali tappeti, arazzi, coperte e maglioni. Due tappeti di dimensioni ridotte ed alcuni maglioni sono il bottino che riporteremo a casa.

Ecuador
Quito

Avenida de los Volcanes

Imbocchiamo la Carretera Panamericana, la leggendaria via di comunicazione che attraversa le Americhe. Il tratto che percorriamo è conosciuto con il nome di Avenida de los Volcanes, un percorso affascinante lungo le Ande dove si trovano i colossi dell’Ecuador, come il Cotopaxi e il Chimborazo, tra i vulcani più alti del mondo con le cime sempre innevate.

Ci fermiamo al Parque Cotopaxi. La guida ci raccomanda di camminare lentamente, considerata l’altitudine. Mai parole vengono pronunciate così invano. Iniziamo a correre tra i verdi prati, costretti dopo pochi istanti a fermarci per l’eccessiva stanchezza. “Vi avevo avvisato!” Il monito rimbomba nella mia testa. Solo dopo il poco astuto comportamento mi accorgo che l’aria è rarefatta. Passo dopo passo sento il cuore battere forte, il respiro è affannato. Faccio fatica a restare in piedi, complici anche le raffiche di vento che si fanno sempre più forti.

Arriviamo a Latacunga in tempo per scoprire un interessante mercato. È una gioia per gli occhi ed una delizia per il palato girare tra i venditori e le bancarelle improvvisate assaggiando frutta mai vista prima e squisiti gelati dai colori fosforescenti.

Raggiungiamo la cittadina di Riobamba in tempo utile per ammirare uno strepitoso tramonto in quota che colora di rosa la vetta del Chimborazo.

Nariz del Diablo, in treno sulle Ande

Ad Alausí saliamo a bordo del famoso Tren Nariz del Diablo. I binari di questa ferrovia, costruiti alla fine del 1800, rappresentano tutt’oggi un’impressionate opera di ingegneria. Corrono lungo il Naso del Diavolo, una montagna con pareti quasi perpendicolari su cui si snoda un percorso a zig-zag. Il nome della montagna deriva dalla forma rassomigliante ad un naso che leggende popolari attribuiscono al diavolo per il numero di operai morti durante la costruzione della ferrovia.

L’escursione è decisamente turistica, ma non può essere diversamente. Lungo il tragitto ammiriamo viste uniche delle Ande, panorami mozzafiato, precipizi sul fiume e scene di vita contadine d’altri tempi.

Lungo il tragitto siamo costretti ad una sosta forzata a causa di un guasto ad un treno che ci precede. Ne approfittiamo per scendere dalla carrozza e scattare qualche foto alle donne in gonna e cappello nero che lavorano nei campi o accudiscono i propri animali.

Il giro prevede la sosta a Sibambe un piccolo villaggio animato da indigeni con i costumi tradizionali, cappello di feltro ed abiti dai colori blu, nero e rosso che cercano di guadagnare qualche dollaro intrattenendo i turisti con danze tradizionali e rifilando loro oggetti di artigianato.

Terminata questa piacevole escursione visitiamo il sito archeologico Inca di Ingapirca non molto esteso, ma comunque considerato il più importante dell’Ecuador. La parte più interessante è sicuramente il grande torrione ellittico conosciuto con il nome di “El Castillo”.

Cuenca, la terza città dell’Ecuador

Arriviamo a Cuenca, il gioiello coloniale dell’Ecuador.

La parte che più apprezzo è il Parco Calderòn, punto nevralgico della città. Qui si affacciano le due cattedrali: La Vecchia Cattedrale e la Cattedrale dell’Immacolata con le sue cupole rivestite da piastrelle bianche e blu.

Molto suggestiva anche la passeggiata lungo il Rio Tomebamba sul quale affacciano diversi edifici d’epoca di straordinaria eleganza.

Ricco è l’artigianato di questa città. Ciò che rende rinomata Cuenca è il celebre cappello di Pánama, uno dei cappelli più glamour di sempre. Un cappello di paglia da uomo, leggero, di colore chiaro che ammiriamo durante la visita ad un atelier.

Ci dirigiamo verso Guayaquil da dove prenderemo il volo che ci condurrà alle Galapagos. La strada non è delle migliori. Spesso affrontiamo tratti stretti a strapiombo nel vuoto. Sotto di noi un mare di nuvole bianche rendono ancora più pauroso il percorso.

Le Isole Galàpagos

Raggiungiamo in volo l’Isola Baltra da dove salpiamo per la nostra crociera alle Galàpagos. La visita dell’arcipelago dell’Ecuador ci regala emozioni indimenticabili. L’osservazione degli animali rappresenta l’aspetto principale della visita. Leoni marini, pinguini, sule, tartarughe ed iguane liberi di vivere serenamente nel loro ambiente, affatto infastiditi dalla nostra presenza. Un mondo selvaggio fermatosi a milioni di anni fa.

È così che durante le nostre discese a terra osserviamo le numerose iguane marine che si riscaldano al sole le une sulle altre, i maschi delle fregate intenti a gonfiare il gozzo rosso per attirare le femmine, le sule che espongono fiere le proprie zampe blu, i cuccioli di leone marino che succhiano avidamente il latte dal capezzolo materno, i piccoli di albatros dall’aspetto buffo che sembrano batuffoli di ovatta. Restiamo anche inebriati dal profumo che emanano gli alberi dell’incenso, i Palo Santo.

Dedichiamo un po’ di tempo anche allo snorkeling. L’acqua non è delle più calde provate fino a questo momento, ma la visione di pinguini, leoni marini e squali pinna bianca che ci nuotano intorno ripaga dal freddo sofferto.

Author

Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani, ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

9 Comments

  1. Ho capito che se passo da Quito è meglio indossare un bel mocassino … 😉

  2. untrolleyperdue Reply

    Sono dei veri paradisi naturali, speriamo di poterli visitare presto! 😉
    E complimenti per le foto, sono magnifiche Falupe, come sempre del resto.

  3. Un viaggio alle Galapagos si è cominciato a insinuare nella mia mente tanto tempo fa, quando al liceo, durante le lezioni di biologia sul corteggiamento degli animali, mi innamorai delle sule con le zampe blu, tipiche di queste isole. Il maschio che cerca di convincere la femmina a sceglierlo mostrando quanto siano belle e colorate le sue zampe, non so io lo trovo meraviglioso e da allora me lo sono messo in testa perché mi piacerebbe tanto vederle dal vivo. Sarebbe la realizzazione di un sogno per me❤️

    • In efffetti, sono meravigliosi. Le loro zampe sono di un blu così intenso che sembrano dipinte con la vernice. Meravigliose anche le iguane che formano ammucchiate incredibili sugli scogli. Ché le tartarughe?

      • 😍😍😍😍 E niente, la natura in tutte le sue forme! Devo proprio andarci!

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