On The Road

Croazia su tre ruote. Oltre al solito mare

Soli quindici giorni per immergermi nell’incantevole Croazia. Un itinerario scolpito con cura; attraverso i suoi 3.560 chilometri, mi svela le gemme nascoste di questa terra.

Il viaggio inizia con il varcare il confine settentrionale dell’Italia, un saluto al noto per dare il benvenuto all’inesplorato. El Andador, fedele compagno a tre ruote, condivide questa nuova impresa con me e la mia anima gemella.

Fiume si presenta come la prima nota su questo pentagramma di avventure in Croazia. Poi, è il momento di raggiungere Zagabria e di cullarsi nella bellezza dei Laghi di Plitvice, dove le acque danzano tra le rocce.

La melodia prosegue, un crescendo che mi porta lungo la costa, mentre l’azzurro profondo dell’Adriatico mi fa da compagno di viaggio.

Raggiungo Ragusa, dove il passato e il presente si intrecciano come fili sottili di un tessuto prezioso. Da qui, il mio corso si inverte. Nessun traghetto a interrompere la sinfonia, nessun percorso breve per tornare alla terra che conosco. Solo il lungo ritorno e la scoperta di altre meraviglie.

Quindici giorni per scrutare l’anima della Croazia, quindici giorni per lasciare un’impronta nel cuore della mia compagna e nel mio. Questo è il mio viaggio.

Il tempo a mia disposizione rimane un’esile risorsa, troppo breve per immergermi anche nella bellezza ineguagliabile di almeno una delle numerose isole che punteggiano l’orizzonte dell’Adriatico orientale. L’incontro con queste meraviglie viene dunque rimandato.

L’Istria, una terra di confine

Fiume

Fiume (in croato, Rijeka), si erge come un affascinante connubio tra il decadente fascino portuale e la magnificenza ereditata dall’epoca asburgica. La scelgo come base per scoprire la vicina Istria.

Grazioso il centro storico con il vivace Korzo pedonale e la Torre civica a rubare la scena. Ricchi e sontuosi palazzi, testimoniano la magnificenza asburgica. Il Castello di Tersatto troneggia su un colle e offre uno dei panorami più suggestivi della città.

Eppure, tra tutte le attrazioni di Fiume, ciò che mi colpisce con maggior profondità è il segreto custodito nel sottosuolo del suo centro storico. Un tunnel che si snoda per trecentotrenta metri, scavato dai militari italiani all’inizio della Prima Guerra Mondiale. La sua ragion d’essere? Proteggere la popolazione dai devastanti bombardamenti aerei. Ha fornito rifugio anche contro gli attacchi delle forze aeree alleate nel 1944 e nel 1945. Ciò che potrebbe sembrare, ad uno sguardo disattento, un mero passaggio umido ed ormai inutilizzato, si trasforma, una volta che l’anima della storia prende vita. Immagino le ombre affannate dei rifugiati, sospinti fuori dal letto dalle urla stridenti delle sirene d’allarme. Il battito accelerato dei cuori, il terrore dipinto nei loro occhi.

Hrvatska
Tunel Grič a Zagabria

Il borgo medievale di Montona

Raggiungo Montona (in croato, Motovun), un grazioso centro medievale accovacciato su una collina, patria del tartufo e di imponenti querce. È in questo luogo che il mio palato si avvicina per la prima volta agli spiriti prodotti da una rinomata distilleria istriana che fonde il miele, le rose, la carruba in eleganti sinfonie gustative. Questi saranno i sapori inebrianti che mi terranno compagnia lungo tutto il mio viaggio in Croazia.

Le mura di questo borgo custodiscono le trame di storie antiche e tra di esse emerge la leggenda del gigante Veli Jože. Questo colosso è il protagonista di un romanzo che porta il suo stesso nome, firmato dallo scrittore croato Vladimir Nazor.

La leggenda di Veli Jože

Secondo la leggenda, un tempo l’Istria ospitava molti giganti che condividevano le terre con gli umani. Alcuni di questi, mossi da invidia e cattiveria, avvelenarono i giganti, tranne uno per città, risparmiato per assicurare i loro servigi. A Montona vi era Veli Jože. Ma tra i suoi concittadini, il gigante non trovava affetto.

Fu in occasione di un viaggio su una nave diretta a Venezia a comprendere il significato della libertà. Le onde del destino portarono la nave in una tempesta, e nel naufragio che ne seguì, Jože riuscì a scampare e approdare sulle coste istriane.

A terra, il gigante cercò i suoi simili, speranzoso di accendere in loro la fiamma della ribellione. Insieme trovarono il coraggio di alzarsi contro il giogo che li teneva schiavi, ma l’inganno umano riuscì a seminare discordia tra di loro.

Corrotti da promesse di oro e inebriati dal vino, i giganti tornarono a piegarsi di nuovo alla volontà degli umani. Tuttavia, Veli Jože si dimostrò diverso. Scelse la solitudine come sua compagna e l’attesa come sua guida, ritirandosi tra le vette in attesa dell’occasione futura in cui la libertà potesse essere strappata alle mani dell’oppressione.

Parenzo, Rovigno e Dignano

Parto in sella al mio sidecar per arrivare prima a Parenzo (in croato, Poreč), dove voglio ammirare la meravigliosa Basilica Eufrasiana con i suoi affascinanti mosaici.

Successivamente, mi dirigo verso Rovigno (in croato, Rovinj), un incantevole borgo che sorge su un piccolo lembo di terra proteso nel mare. In passato era un villaggio di pescatori, ma oggi è diventata una destinazione turistica della Croazia di grande prestigio. Bianche vie lastricate serpeggiano attraverso eleganti palazzi d’epoca, conducendomi alla scoperta di affascinanti angoli colorati del centro storico. La torre campanaria della Chiesa di Santa Eufemia si erge sopra il borgo e cattura lo sguardo. All’interno della chiesa è conservato il sarcofago contenente i resti di Santa Eufemia. Secondo la tradizione, questo sarcofago fu ritrovato il 13 luglio dell’800 sulla spiaggia del paese. Da quel giorno, Santa Eufemia è stata venerata e scelta come patrona di Rovinj.

Nelle vicinanze di Dignano, scopro alcune costruzioni tradizionali istriane realizzate in pietra a secco, che un tempo servivano da rifugio per contadini e pastori. Queste strutture venivano erette nelle zone dove il terreno doveva essere precedentemente dissodato e liberato dalle pietre per renderlo adatto alla coltivazione. Dal punto di vista architettonico, queste costruzioni evocano in me le immagini dei Trulli della Puglia.

Croazia
Rovigno

Pola, i romani in Croazia

L’attrazione di maggior rilievo a Pola (in croato, Pula) è il suo anfiteatro romano. Avevo ascoltato racconti a riguardo e avevo osservato immagini in rete, ma quando mi sono trovato di fronte al Colosseo di Croazia, mi sento pervaso di ammirazione e stupore. La sua vicinanza al mare amplifica ulteriormente il suo fascino. La prima volta che ho avuto l’opportunità di vedere un anfiteatro al di fuori dell’Italia è stato a El Jem, in Tunisia. Ma i segni dell’era romana non si esauriscono qui. L’Arco trionfale dei Sergi è magnifico e il Tempio di Augusto è semplicemente meraviglioso.

Zagabria, la Capitale della Croazia

Giunge il momento di partire dall’Istria e di intraprendere un viaggio nell’entroterra della Croazia, dirigendomi verso la capitale.

Zagabria conserva ancora le tracce del devastante terremoto del 2020. Era il 29 dicembre quando una potente scossa di magnitudo 6,4 colpì la Croazia, con l’epicentro a breve distanza dalla capitale.

Gli edifici simbolo di Zagabria sono tutti avvolti da impalcature. Avrei desiderato vedere la rinomata Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine e la straordinaria Chiesa di San Marco, riconoscibile per il suo tetto decorato con piastrelle smaltate bianche, rosse e celesti.

Avrei voluto esplorare il mercato all’aperto di Dolac con i suoi caratteristici ombrelloni rossi a strisce bianche, dove i contadini dalle campagne circostanti vendono i loro prodotti. Tuttavia, a causa dell’ora tarda, posso osservare solo alcune bancarelle che svendono gli ultimi avanzi di frutta.

Devo accontentarmi di visitare la Torre Lotrscak, eretta a difesa delle antiche mura cittadine, e il Tunnel Grič, simile a quello visto a Rijeka.

Mi inoltro nel quartiere Dugave in cerca di opere di Street Art. L’insieme urbano mi richiama vagamente il quartiere romano di Tor Bella Monaca, ma i murales che scopro sono distanti dai lavori artistici di Solo e Diamond.

In definitiva, Zagabria non riesce a catturare la mia anima.

Laghi di Plitvice, meraviglia dei Balcani

Arrivare al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice è davvero un’avventura! Deviazioni, stradine di campagna e strade sterrate rendono il percorso lungo e faticoso.

Prima di raggiungere l’ulteriore meta della Croazia, vale la pena fare una sosta a Rastoke, un incantevole borgo caratterizzato da cascate, laghetti, passerelle e antichi mulini ad acqua. Questo borgo da fiaba è stato trasformato in una meta turistica, seguendo il destino di molti altri villaggi simili.

Finalmente varco l’ingresso del Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, una destinazione per la quale nutrivo alte aspettative. Plitvice non mi delude.

Appena varcato l’ingresso, si apre uno scenario stupefacente con la Veliki Slap che si impossessa della scena. Questa è la cascata più imponente del parco, con i suoi settanta metri di acqua che si tuffano dall’alto ricongiungendosi a laghetti dalle acque verde azzurro per poi formare ulteriori cascate.

Il percorso che affronto misura diciotto chilometri e richiede sei ore per essere completato. Lungo il tragitto si susseguono scenari da fiaba, con laghi che assumono tutte le sfumature del verde e del blu, circondati da fitte foreste e attraversati da innumerevoli passerelle.

Ruscelli si trasformano in cascate e laddove l’acqua è stagnante, il gracidare delle rane si mescola all’armoniosa melodia del precipitare dell’acqua. Libellule dal blu elettrico volteggiano sopra la superficie dell’acqua con le loro ali trasparenti, facendo brevi soste tra i canneti. Più avanti, affabili paperelle nuotano, incuranti dei visitatori.

Croazia
Parco nazionale dei laghi di Plitvice⁩ a ⁨Rastovača

Spalato, nel cuore della Dalmazia

Torno lungo la costa della Croazia e arrivo a Spalato (in croato, Split). Il centro storico è così ricco e colmo di memorie che mi lascia incantato. Praticamente coincide con il Palazzo Diocleziano, la residenza dell’imperatore romano che qui dimorò dalla sua abdicazione fino alla morte. Possenti mura difensive circondano ancora il maestoso Palazzo, che nel corso dei secoli si è trasformato in un vero e proprio borgo cittadino.

Il cuore pulsante del centro storico è rappresentato dal Peristilio, dedicato all’Imperatore. Oggi si presenta come un vero e proprio salotto dove è piacevole sedersi e ammirare le bellezze circostanti.

All’improvviso, fa la sua comparsa un gruppo di giovani sposi, affiancati da alcuni invitati. Indossano gli abiti della festa e si dedicano a balli e canti. Uno dei giovani agita con forza il tricolore della Croazia.

Prima di lasciare Spalato, devo assolutamente strofinare il pollice della gigantesca statua di Grgur Ninski, un vescovo che sostenne l’uso della lingua nazionale croata. Si dice che questo gesto porti fortuna.

Dubrovnik, la perla dell’Adriatico

Il tratto di costa della Croazia che mi guiderà a Ragusa (in croato, Dubrovnik) è di uno splendore inimitabile. Monti che degradano dolcemente verso un mare terso e immobile, come uno specchio. Baie incantevoli orlate da strisce di spiagge di ciottoli bianchi. Un intricato labirinto di isole e isolette che sembrano fluttuare sull’acqua.

E poi c’è Dubrovnik. Una città di grande carattere, famosa per le splendide mura che circondano il centro storico e che godono della protezione dell’UNESCO. Queste mura racchiudono palazzi antichi che emanano un fascino irresistibile, chiese, vicoli e scalinate pittoresche. C’è anche una piccola spiaggia che mi convince a fare il primo bagno di stagione.

Dubrovnik, la città più meridionale della Croazia, è anche una tappa per molte navi da crociera. Questo fa sì che folle di turisti invadano la Perla dell’Adriatico, inevitabilmente rompendo la magia del momento.

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Fortezza di San Giovanni e Antiche mura a Dubrovnik

Parco nazionale di Krka, il parco delle meraviglie in Croazia

Sebenico (in croato, Šibenik) è la mia base per esplorare un’altra meraviglia della natura: il Parco nazionale di Krka. Un connubio entusiasmante tra architettura e natura, ospitato nel letto del fiume Cherca.

Qui ammiro resti di insediamenti romani, edifici sacri e spettacolari cascate. Tra queste, la Cascata di Manojlovac si distingue non solo per la sua impressionante caduta d’acqua, ma anche per il canyon lussureggiante che la circonda. La vista straordinaria che si presenta dal punto panoramico è semplicemente stupefacente: la potenza della natura nella sua intera magnificenza.

Suggestive sono anche le Cascate di Scardona composte da isolette, laghetti e barriere che si combinano armoniosamente per creare incantevoli cascate. Qui, mi imbatto in un mulino ad acqua e nei ruderi dell’antica centrale idroelettrica, resa operativa solo due giorni dopo l’entrata in funzione della centrale realizzata sulle cascate del Niagara.

Tra i monumenti culturali e storici del Parco spicca il Monastero di Kirka con la chiesa in stile bizantino dove splendide icone e preziosi oggetti d’arte catturano la mia attenzione.

Nascondendosi tra rocce e arbusti, l’accampamento militare romano di Burnum offre una visita unica. Qui ho la possibilità di esplorare ciò che resta del palazzo del comando e dell’anfiteatro, offrendomi un’immersione affascinante nella storia antica.

Mai avrei pensato di imbattermi in campi di lavanda durante il mio tour in Croazia. Avevo sentito che le migliori coltivazioni si trovano sull’isola di Lesina (in croato, Hvar), che però è fuori dalla rotta che ho ideato. Eppure, nelle vicinanze di Šibenik, mi trovo di fronte a un’area coltivata con questa meravigliosa pianta. L’aria è permeata da un profumo intenso. Il contadino ha appena raccolto i fiori da alcune piante per produrre olio essenziale e crema di lavanda. Nonostante la giornata piovosa, i colori brillano intensi.

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Skradinski Buk nel Parco Nazionale di Krka

La conclusione del viaggio in Croazia

Zara (in croato, Zadar) segna l’ultima tappa del mio viaggio on the road in Croazia. Una città che vanta un passato dapprima romano e successivamente veneziano. Questa è un’altra delle perle croate che assolutamente non si può perdere.

Attraverso il lungo tratto di costa che mi guiderà prima al confine sloveno e poi a quello italiano, quindi a Trieste per una sosta. Lungo il percorso, si susseguono panorami dalle terre spoglie ai lussureggianti boschi di macchia mediterranea. Mi imbatto in piccoli villaggi caratteristici, arricchiti da spiagge incantevoli e baie suggestive. Un lungo e interminabile percorso fatto di curve e tornanti dalle viste panoramiche grandiose che richiede tutta la mia attenzione nella guida.

Improvvisamente, davanti ai miei occhi, emerge la fortezza Nehaj a Segna (in croato, Senj), lasciandomi a bocca aperta. L’ultima sorpresa della Croazia.

Per quindici giorni ho immerso me stesso nella meraviglia della natura nei parchi dei Laghi di Plitvice e di Krka, ho esplorato borghi dall’architettura fortemente influenzata dalla Repubblica di Venezia, con le loro spiagge di ciottoli levigati, vivaci mercati che offrivano frutta e verdura locali, imponenti fortezze e affascinanti chiese. Ho nuotato in acque cristalline, donandomi bagni indimenticabili.

Ora posso fare ritorno alla routine quotidiana, portando con me il ricordo indelebile di quanto di straordinario ho avuto la fortuna di vedere.

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Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

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