Ho avuto modo di apprezzare Civitacampomarano, un delizioso paese del Molise, in occasione di un’edizione del Festival CVTà Street Fest, il Festival di Street Art firmato Alice Pasquini, la street artist conosciuta anche con il nome d’arte Alicè.

L’antico borgo di Civitacampomarano è adagiato lungo un imponente sperone tufaceo. Una porzione del Paese affaccia su rocce a strapiombo e proprio questa porzione di abitato è interessata da un movimento franoso che ne ha causato l’evacuazione e la successiva chiusura.

Oltre a questa calamità naturale “Civt”, nel dialetto dei suoi abitanti, è interessato dal fenomeno migratorio che colpisce molte aree di questa regione. I ragazzi fuggono altrove per studio o in cerca di lavoro svuotando il piccolo paese.

Gli abitanti non si arrendono, non si rassegnano; vogliono lottare affinché Civitacampomarano non muoia. E da questa voglia di rinascita prende avvio il già citato Cvtà Street Fest.

Il Molise resiste”, una scritta che campeggia su un muro, può sembrare lo slogan perfetto per l’antico Borgo.

Ma Civitacampomarano non è solo street art, è anche storia ed architettura.

Civitacampomarano
Veduta di Civitacampomarano

Il Castello di Civitacampomarano

Il fiore all’occhiello di Civitacampomarano è senz’altro il Castello Angioino che dall’alto domina il Borgo e la campagna circostante.

L’ottimo stato di conservazione è ascrivibile per lo più alla circostanza che la roccaforte non ha mai subito, nel corso degli anni, devastazioni provocate da guerre, sorgendo su un territorio isolato che perse altresì di importanza strategica sin dagli inizi del Cinquecento.

Imponenti appaiono alla vista le sue torri angolari dalla forma cilindrica. Interessante il portale di accesso che lo si raggiunge dopo aver percorso una bella scalinata in pietra. Elegante il cortile interno, impreziosito dalla Fontana dei Fauni e da un pozzo. Dal cortile scendiamo negli ambienti adibiti in passato a prigione, stalle e magazzini. Al piano superiore, invece, una bella scala porta a quella che fu la residenza dei signori. La cucina mantiene ancora oggi le decorazioni originali.

Il Castellaccio dell’Innominato

Il castello dell’Innominato era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa, sulla cima d’un poggio che sporge in fuori da un’aspra giogaia di monti, ed è, non si saprebbe dir bene, se congiunto ad essa o separatone, da un mucchio di massi e di dirupi, e da un andirivieni di tane e di precipizi, che si prolungano anche dalle due parti.

È con queste parole che Alessandro Manzoni descrive nei Promessi Sposi il “castellaccio” da dove il “selvaggio signore dominava all’intorno tutto lo spazio dove piede d’uomo potesse posarsi”.

Il Castello di Civitacampomarano sembra coincidere con quello che narra il poeta milanese descrivendo il maniero della figura malvagia dei Promessi Sposi. Ciò sarebbe ascrivibile all’amicizia del Manzoni con il celebre storico e politico Vincenzo Cuoco. Un’amicizia sbocciata in occasione del soggiorno milanese di Cuoco nel corso del quale, considerata la sua notorietà, era invitato a frequentare i salotti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia milanese, tra cui anche quello di Giulia Beccaria, madre del Manzoni.

Civitacampomarano
Castello Angioino

Il Paese fantasma

Proseguiamo oltre il Castello, verso l’estremità orientale di Civitacampomarano.

Incontriamo la casa natale di Vincenzo Cuoco e le Chiese di Santa Maria delle Grazie e di San Giorgio Martire. Più oltre, c’è il paese fantasma di Civitacampomarano.

Sembra di essere arrivati in un altro luogo. Qui le case sono per lo più abbandonate. In alcune la vegetazione ha preso il sopravvento mostrandosi anche all’interno di quelle che un tempo furono abitazioni. Altre, sono in parte crollate. In altre ancora è possibile intravedere i mobili abbandonati come tutto il resto.

Questo angolo sembra essersi addormentato, ma è pronto a risvegliarsi da un momento all’atro. Civitacampomarano resiste.

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Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani, ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

13 Comments

  1. Ultimamente vedo foto e leggo post del Molise in continuazione. Avanti così e mi toccherà prenotare un viaggio on the road in questa terra. Sicuramente mi piacerà!
    Bellissimi i borghi fantasma, hanno un fascino unico.

    • Credo che sia la Regione che in questo momento meriti maggiormente di essere rilanciata. Per troppo tempo è rimasta in sordina, ma le bellezze del territorio sono tante e meritano di essere conosciute. Anche io voglio tornare per un on the road più approfondito 🙂

  2. Anche se non credo che la povera Lucia abbia davvero fatto più di 800 km in carrozza per essere rinchiusa in questo castello, resta il fatto che si tratta di un bellissimo paese, in sfregio a tutti quei simpaticoni che da anni affermano che il “Molise non esiste”. Il Molise esiste eccome, anzi, come hanno ben scritto i cittadini del luogo, “il Molise resiste”.

    • Certo che esiste, una Regione ricca e genuina. Purtroppo il fenomeno dell’abbandono alla ricerca di un lavoro incide sulla sopravvivenza di questi borghi, ma le cose stanno cambiando. Con il turismo si può invertire l’esodo delle persone e far conoscere le bellezze del territorio 🙂

  3. Un borgo pieno di fascino e suggestioni…Il Molise secondo me ha molte frecce al suo arco, e in effetti mi ronza in testa da un po’… Pensa che avevo persino pensato di fare domanda per l’iniziativa “Regalati il Molise” che mette in palio una settimana a San Giovanni in Galdo, altro borgo storico dell’entroterra…Peccato sia già tutto esaurito 😉

    • Un territorio ricco di attrattive; infatti il New York Times lo ha inserito tra le 52 mete del mondo da visitare nell’anno. “Regalati il Molise” è un’iniziativa valida ed intelligente. In questo momento dove il Covid-19 ha annientato il turismo è necessario ideare nuove forme di attrattiva turistica. Regalare un soggiorno partendo dalla necessità di assicurare il distanziamento sociale e far riscoprire un turismo lento all’insegna della natura, arte, tradizione e cucina è – e sarà per il futuro – una mossa vincente. Onore all’antico borgo di San Giovanni in Galdo, ideatore dell’originale iniziativa

  4. Il fascino dei paesi fantasma è sempre tanto… Se poi a ciò si associa un luogo che pare essere uscito da un grande romanzo come quello di Manzoni…! Che bella posizione, poi, su quell’altura! Ecco un altro luogo che non avevo mai sentito nominare, e che ho scoperto grazie ai blog, che sono sempre una fonte inesauribile di conoscenza ed ispirazioni!

    • Sono contento Elena quando riesco a far apprezzare angoli del nostro territorio non proprio “famosi”. Il castello è delizioso e vale la pena inserire la visita in un tour della zona che ospita altre meraviglie…

  5. Un castello da rivista, che bello che è! E quindi il Molise esisteva addirittura già nei Promessi Sposi, ma pensa! 😀
    Interessante anche il reparto URBEX e chissà come si mangia bene in questi paesini “sanizzi” 😛
    Quanto Bel Paese che ancora non conosco! 😉

    • Non ci crederai, ma persinanco prima 😛 Ho assaggiato alcuni piatti tipici in occasione dell’evento sulla street art, cucinati dalle signore del posto. Che ti dico a fare, squisitezza allo stato puro. Un giretto da quelle parti merita proprio

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