La scoperta dell’Ungheria inizia dalla sua capitale Budapest, una città magica e di grandissimo fascino. Cosa vedere a Budapest? Vediamo…

Dedichiamo tre giorni alla visita di questa bellissima città. Per meglio carpirne le qualità la giriamo tutta a piedi.

Il patrimonio architettonico di Budapest è impressionante. Numerosi sono infatti gli edifici, i parchi e i giardini che hanno interesse artistico o storico.

L’offerta è talmente elevata che ognuno può programmare la visita in funzione del proprio interesse personale.

Cosa vedere a Budapest (secondo me)

Parlamento Ungherese

Qual è l’edificio più rappresentativo di Budapest? Sicuramente il Parlamento Ungherese. Un’opera architettonica maestosa lambita dalle acque del fiume Danubio. La vista migliore? Direi quella che si ammira dalla sponda opposta del fiume, per esempio dall’alto del Bastione dei Pescatori, ma anche l’immagine riflessa nello specchio d’acqua antistante l’ingresso principale è di grande impatto. Il Parlamento è magnifico all’esterno quanto all’interno. La Sala della Cupola con la Corona di re S. Stefano, la scalinata d’onore e Sala dell’Assemblea Nazionale rappresenta quanto di più maestoso abbia ammirato sino ad ora. Un particolare mi ha infine colpito: i poggia sigari numerati posti lungo i corridoi usati in passato dai politici per appoggiare i propri sigari durante la fumata.

Scarpe sulla riva del Danubio

Nelle immediate vicinanze del Parlamento mi imbatto in uno dei luoghi più tristi ed inquietanti di Budapest. Si tratta, in particolare, del toccante memoriale dedicato alla Shoah degli ebrei d’Ungheria. L’opera è conosciuta come le “Scarpe sulla riva del Danubio”. Le scarpe realizzate in bronzo sono disposte disordinatamente sul ciglio della banchina, luogo del genocidio. Ricordano una parte delle vittime gettate nel Danubio dalle milizie delle Croci frecciate (partito, di impostazione nazionalsocialista) tra il ‘44 e il ’45. Qua e là, lumini e fiori deposti in memoria dei martiri. Imprigionati, gli ebrei venivano trascinati lungo la riva del Danubio. Legati a gruppi di tre; uno solo veniva freddato da un proiettile alla nuca. Ciò per risparmiare le munizioni. La fine degli altri è di facile immaginazione. Sulla riva restavano solo le scarpe, in modo disordinato proprio come rappresentato dall’opera.

Scarpe sulla riva del Danubio
Le Scarpe sulla riva del Danubio opera di Can Togay e Gyula Pauer

Bastione dei Pescatori

Sulla sponda opposta del Danubio c’è un complesso che mi ricorda uno dei castelli fiabeschi del fantastico mondo dell’immaginario. È il Bastione dei Pescatori, una fortificazione composta da bastioni, torri e mura che, tuttavia, non ha mai svolto un ruolo difensivo. Lo raggiungiamo dopo aver scalato la rigogliosa collina Gellert (Gellert-hegy) conosciuta per le sue splendide vedute di Budapest e del fiume Danubio. Ciò che mi colpisce di questo luogo fatato è il bianco dei marmi utilizzati per la costruzione del bastione e della Chiesa di Mattia che dona un aspetto lussureggiante alle strutture. La Chiesa, poi, è impreziosita da piastrelle in ceramica colorata impiegate per la copertura del tetto.

Piazza degli Eroi e Castello di Vajdahunyad

Trovarmi sulla Piazza degli Eroi al tramonto è una sensazione che non dimenticherò. I raggi del sole colorano i due colonnati del Monumento del Millenario e la facciata del Museo delle Belle Arti che appaiono ancora più spettacolari. Si manifesta in egual fascino il laghetto del Parco Municipale posto poco oltre. Circonda il monumentale Castello di Vajdahunyad che, nonostante le apparenze, è in realtà una realizzazione di fantasia che mostra l’evoluzione compiuta dall’architettura ungherese nel corso dei secoli.

Isola Margherita

Merita infine una citazione anche l’Isola Margherita, uno dei polmoni verdi di Budapest. Sorge proprio al centro del Danubio e la raggiungiamo percorrendo a piedi il Ponte Margherita. Rappresenta il luogo ideale per passeggiare, praticare sport e rilassarsi ammirando lo spettacolo della fontana danzante dove i getti d’acqua sono regolati in sincronia con le note di brani di musica classica.

La street art a Budapest

Oltre a quella classica c’è una Budapest alternativa che merita di essere conosciuta. È quella dell’arte di strada. Ci soffermiamo ad ammirare alcune delle opere di street art realizzate nel Distretto VII. È una vera e propria caccia al tesoro che ci porta a scoprire il “cubo di Rubik”, l’”Angelo di Budapest”, 1953 e molte altre opere ancora.

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Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani, ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

2 Comments

  1. Ma bella la street art, io me la sono persa! E mi ero persa anche questo post, ricordo di aver cliccato più volte sul link della newsletter, ma di fatto non si apriva e dava sempre errore. Bella Budapest, anche io rimasi colpita dalla Piazza degli Eroi… era una rigida e nevosa giornata invernale *__* L’hai toccata la panza del poliziotto? 😉

    • Non potevo assolutamente perdermela dopo aver visto varie opere in rete. La prossima volta ci andrò in inverno, per i mercatini proprio per vederla coperta da un manto nevoso. Eccome se l’ho toccata 😉

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