Brancaleone Vetus è conosciuto anche con il nome di Brancaleone Superiore. Il Borgo rappresenta una tappa fondamentale della Costa dei Gelsomini, il tratto di litorale Jonico compreso fra Punta Stilo e Capo Spartivento. Si tratta dell’abitato originario della odierna Brancaleone Marina, una delle principali località balneari di questo angolo di Calabria.

Dalla sua bella spiaggia ero solito salpare alla volta di due relitti antistanti la costa. Mi riferisco alla Torpediniera Castore e alla nave da carico Città di Bergamo. Questa spiaggia è molto apprezzata anche dalle tartarughe marine Caretta caretta. Infatti, la zona rappresenta la principale area riproduttiva italiana di questa simpatica specie marina.

Brancaleone Vetus. L’abbandono

Brancaleone Vetus sorge su un promontorio di arenaria e domina tutta la vallata sottostante. Lo sguardo si perde all’orizzonte, lì dove si incontrano il mare ed il cielo.

Oggi Brancaleone Vetus è un paese fantasma. Il terremoto del 1783 e quelli di inizio Novecento hanno segnato profondamente l’antico borgo. In seguito, l’alluvione dell’ottobre del 1951 ne decretò il definitivo abbandono. Questa eccezionale ondata di maltempo causò la fine di diversi paesi della zona come Africo Vecchio, Casalinuovo e Pentedattilo.

Ma l’esodo continuo che ha interessato nel tempo Brancaleone Vetus è ascrivibile anche ai mutati interessi economici delle famiglie abbienti che vi risiedevano in passato. Quest’ultime, infatti, avviarono nella vallata sottostante attività redditizie legate alla coltivazione del bergamotto e, in modo particolare, a quella del gelsomino. Dai fiori di queste piante si ricavavano le pregiate essenze impiegate in farmacia, profumeria e cucina. Ed è proprio dalla coltivazione del gelsomino che prende il nome questo tratto di costa.

Visita al Parco Archeologico urbano

Brancaleone Vetus si palesa ai miei occhi come uno dei tanti paesi fantasma abbandonato dai propri abitanti. Un aspetto desolante, ma al tempo stesso che affascina e attrae.

Il silenzio avvolge l’antico borgo rotto solo dal frinire delle cicale tipico delle calde giornate estive e dal belare di qualche capra al pascolo.

Diversi sono gli scorci interessanti che regala la visita di Brancaleone Vetus.

All’ingresso del borgo una parete di roccia mette in luce le torbiditi. Si tratta di sedimenti di materiali originatisi milioni di anni fa per effetto di frane sottomarine. Più oltre, piante di fico avvolgono i resti delle vecchie abitazioni che sembrano sorreggerle da possibili crolli.

Tra i punti di maggiore interesse vi è certamente Piazza Vittorio Emanuele. La piazza è fondata direttamente sulla roccia calcarea. Sulla pavimentazione sono presenti diversi fori di silos impiegati, inizialmente, per la conservazione di liquidi.

Della Chiesa Matrice Maria SS. Annunziata di Brancaleone Vetus rimangono le antiche sepolture, distinte per grandezza e posizione, in base al ceto sociale di appartenenza del defunto.

Meravigliose sono anche le grotte rupestri utilizzate dai monaci Greco-Bizantini in fuga dall’oriente sotto l’incalzare della persecuzione Musulmana. Le grotte furono trasformate in celle monastiche e in chiese-grotte.

Splendida è la Chiesa-grotta dell’Albero della Vita. La caratteristica di questo luogo è il pilastro centrale simile alle chiese rupestri dell’Armenia e della Cappadocia. Al suo interno si possono ancora scorgere alcuni graffiti di ispirazione Armena.

Di straordinario valore anche la Grotta della Madonna del Riposo dove è ancora possibile ammirare parte degli affreschi raffiguranti cortei di santi, monaci e vergini.

Brancaleone Vetus e Cesare Pavese

Dal 4 agosto 1935 al 15 marzo 1936 Cesare Pavese scontò il confino a Brancaleone Marina poiché accusato di collegamenti con gli ambienti antifascisti.

Nel romanzo “Il carcere” lo scrittore piemontese, nel parlare dell’isolamento di Stefano (il personaggio mandato al confino in cui l’autore si identifica), descrive Brancaleone Marina e scene di vita locale. Sono altresì presenti nell’opera riferimenti a Brancaleone Vetus. 

Pavese, negli ultimi tempi della permanenza di Stefano nel borgo calabro, descrive ciò che lo stesso Stefano avrebbe immaginato di vedere dal treno per l’ultima volta:

“Stefano invidiò persino l’anarchico relegato lassù, che vedeva pianure, orizzonti e la costa, come un gioco minuscolo attraverso l’aria; in fondo, la nuvola azzurra del mare; e tutto aveva per lui la bellezza di un paese inesplorato come un sogno…”

Oggi è possibile visitare la casa museo di Cesare Pavese ubicata sul Corso Principale di Brancaleone Marina. Per maggiori informazioni, vista il sito della Pro Loco di Brancaleone.

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Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani, ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

12 Comments

  1. Torno spesso in Calabria, ma mi concentro sempre nella zona alta, Cosenza e dintorni, e di rado vado oltre. Mi hai raccontato però un borgo dalla storia straordinaria! Insisterò per visitarlo anch’io!

    • Situazione simile la mia; la mia base calabra è la costa Jonica reggina. Una volta raggiunta mi impigrisco e preferisco spalmarmi al sole piuttosto che viaggiare. Ma per la prox estate ho fatto un programma strepitoso; confido nel rispettarlo 👍🏼

  2. Branca, Branca, Branca….(Scusa, torno subito seria, ma è stato un richiamo irresistibile…:D )
    Sai che tra i borghi che citi ho sentito solo Pentadattilo e mai questo? Inutile dirti che è una zona che non conosco affatto, ma trovo tutto fascinosissimo, i borghi fantasma e le tue immersioni a caccia di relitti misteriosi…

    • La battuta ci sta tutta 🤣 Pentadattilo è il più famoso grazie anche alla particolare forma della roccia che sovrasta l’antico borgo. La parte Jonica è la meno battuta dal turismo e proprio per questo quella più genuina; vale la pena visitarla

  3. Conosco questo luogo (ma mai visitato) proprio grazie alle attività e alla promozione della Pro Loco! Mi sarebbe piaciuto visitare Brancaleone e Pentedattilo proprio questa estate, ma per mille motivi ho dovuto trattenere lo zaino scalpitante… e in fondo meglio così, avrei fatto sanguinose stragi di soppHreHssaHte 😛 Vado subito a guardare la gallery dei relitti! *_*

    • Orsa mi raccomando, quando deciderai di visitare questi luoghi fammi un fischio; è possibile che sia in zona 😉 La gallery dei relitti non è il massimo. Sono immersioni profonde e l’attrezzatura foto/video che avevo all’epoca non era eccellente, ma i video rendono comunque l’idea di cosa puoi vedere sotto 🙏

  4. La Calabria l’ho appena sfiorata anni fa con Civita. Non solo non conoscevo Brancaleone Vetus ma non sapevo nemmeno dei relitti antistanti la costa.
    Sì, i paesi abbandonati da un lato mettono tristezza per il loro aspetto desolato ma al tempo stesso esercitano un grande fascino. Mi immagino il paese avvolto da un silenzio interrotto solo dal frinire delle cicale

    • Sono diversi i paesi fantasma presenti nella zona. La scorsa estate ne ho visitati altri, ognuno ha una propria caratteristica che ti farò conoscere. La Calabria ha un potenziale incredibile e abbraccia ogni tipo di vacanza, anche quella sub. I relitti che si possono visitare sono straordinari per bellezza e storia che conservano

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