Il Bel Paese

Borgo Croce – La rinascita è colorata

Incorniciato tra i maestosi e lussureggianti monti dell’Aspromonte, a breve distanza di guida da Reggio di Calabria, Borgo Croce (frazione di Fiumara) sta vivendo un’inedita e stupefacente rinascita.

Declino e spopolamento, case vuote e strade silenziose; questa era la realità di questo piccolo borgo. Ma ora le cose si stanno modificando, il vento del cambiamento sta soffiando con forza!

Gli abitanti, una in particolare, decide di sfidare il destino avverso. Con una determinazione inossidabile, intraprende un lavoro volto a risvegliare la bellezza sopita di Borgo Croce. La ferita causata dallo spopolamento trova cura nell’arte di strada, un mezzo potente ed espressivo.

Le case, un tempo abbandonate, stanno rinascendo sotto i pennelli che le trasformano in tele narranti di coraggio e rinascita. E così, con ogni pennellata, crea nuovi disegni, uno dopo l’altro, dando vita a Borgo Croce così come lo vedo, ma che, verosimilmente, sarà ancora più prestigioso grazie ad ulteriori opere d’arte che verranno realizzate col tempo.

Non si tratta, quindi, di lavori di famosi street artist, bensì di un progetto di una concittadina che, con genialità, passione e maestria, ha infuso nuova vitalità nella comunità.

Le viuzze, un tempo deserte, ora sono attraversate da residenti sorridenti e da visitatori curiosi. L’antica piazza, che un tempo ospitava una malinconia palpabile, ora risuona di risate e di animati chiacchiericci.

Questa piccola comunità si è riunita come una grande famiglia, con i suoi membri che si sostengono reciprocamente e si impegnano per il bene comune. Gli abitanti sono felici di accogliere curiosi come me, desiderosi di raccontare le loro storie e la rinascita di Borgo Croce.

Borgo Croce
Borgo Croce

Gli angoli più colorati di Borgo Croce

Un’accogliente scritta mi dà il benvenuto a Borgo Croce: “Cori Meu”. A mio avviso questa locuzione popolare racchiude l’affetto dell’artista per il borgo, trasformandosi nel simbolo tangibile della vita di chi è nativo di questo luogo, un rifugio di legami e dell’essenza stessa dell’anima.

Poco oltre, un murale ritrae il tenero abbraccio tra un uomo e una donna, che ora è solo un ricordo; un ricordo per un uomo che non c’è più.

Mi avventuro lungo il percorso che mi conduce alla pittoresca piazzetta del borgo, un luogo di incanto senza pari. Ogni abitazione si presenta vivacemente colorata, ma una di esse si distingue per una bellezza davvero straordinaria. Sulla sua facciata, si dipanano scene di vita che evocano il mondo picassiano, in un caleidoscopio di colori brillanti e allegri che riesco ad apprezzare appieno.

Mi lascio guidare dall’itinerario che cattura l’essenza di Borgo Croce e scopro dei luoghi deliziosi, come la piazzetta dedicata ai papaveri. Questi fiori dal rosso intenso sono riprodotti su una casa e tridimensionalmente rappresentati in gomma sboccianti dal terreno. Questa raffigurazione incarna senza dubbio la rinascita del villaggio.

E poi, c’è quella deliziosa strada dedicata alle api e ai fiori, che culmina nella rappresentazione di un borgo colorato, proprio Borgo Croce.

Le opere che menziono rappresentano solo un assaggio di ciò che ho avuto modo di ammirare. Per scoprire le restanti, ti incoraggio a visitare questo luogo straordinario di persona.

Borgo Croce
Papaveri

Poesia tra le mura

Ma le facciate delle abitazioni di Borgo Croce non sono soltanto tele da dipingere, bensì pergamene su cui annotare e riprodurre antichi proverbi e detti popolari in dialetto calabrese.

Trovo alcuni di questi detti particolarmente divertenti, come ad esempio “palumba muta non poti esseri sirbuta”, il quale sottolinea l’importanza di chiedere per ottenere ciò che si desidera (se non chiedi, non avrai mai). Oppure, “si vo sapiri cu non avi corna cu camina o suli e non faci umbra”. E ancora, “a iaddina faci lovu e o Jaddu n’ci brucia u culu”. Queste espressioni sono così pittoresche che non necessitano di traduzione.

Percorrendo gli angoli del paesello, noto infine, alcuni versi dipinti sulla pavimentazione delle stradine. Uno di essi recita in questo modo:

Fiumara
Mino Reitano

Questi sono i versi tratti dalla canzone “Calabria mia”, opera di Mino Reitano, un cantautore che ha frequentemente affrontato nei suoi brani le tematiche del Mezzogiorno e dell’emigrazione. L’artista calabrese è nato proprio a Fiumara.

In conclusione, cosa dire di Borgo Croce? Un paese che ha contrastato con forza e intelligenza il fenomeno dell’abbandono e dello spopolamento. Un esempio di resilienza e di attaccamento profondo alla propria terra, alla propria cultura.

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Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

4 Comments

  1. Non sapevo che Reitano fosse proprio di Fiumara! Inutile dire che ho riso tanto sui proverbi in dialetto perché considerando il padre di Cathanzharoh li ho compresi benissimo 😛 Colori e stili mi fanno venire in mente il Messico, ma è solo una suggestione.
    Stai diventando un vero esperto, e il tuo blog un punto di riferimento per la street art europea. Piano piano implementerai una bella sezione con tanto di mappa! 😉

    • Ahah, quei proverbi in dialetto (alcuni intraducibili) mi hanno fatto piegare dal ridere. E sì, considerate le tue radici avrai sicuramente colto il loro significato in modo ancora più profondo! Vero, qualcosa che richiama il Messico c’è, specie nel murale dedicato alla coppia di anziani. Esperto mai, appassionato sì. L’idea di implementare una sezione con una mappa è fantastica! È un modo eccezionale per rendere più accessibili le informazioni e guidare i visitatori del blog alla scoperta di nuovi luoghi e opere d’arte. Grazie per i tuoi commenti e per il costante e fondamentale supporto al mio lavoro! Ciao Dany 🙂

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