Scrivere un post su una città ricca di attrazioni turistiche famose, come può essere Bologna, non è affatto semplice. Il risultato potrebbe essere scontato e fare riferimento ad un noioso e lungo elenco di chiese, monumenti e musei. Informazioni, queste, facilmente reperibili.

Come nell’articolo dedicato alla Firenze dei Medici anche qui non troverai le tipiche indicazioni da guida turistica. Proverò a descrivere la mia “Bologna insolita” con gli occhi di un viaggiatore curioso in cerca di luoghi preziosi ed insoliti, insomma delle vere chicche da scoprire.

Bologna omaggia Lucio Dalla

Come non partire dall’amore che Lucio Dalla ha provato per Bologna, un amore viscerale che ha legato il cantautore ai luoghi del Capoluogo emiliano. Molti sono infatti i riferimenti a piazze, vie e vicoli che ritroviamo nelle sue canzoni.

Tra i luoghi che sono stati cari al cantautore ne scelgo uno: Piazza de’ Celestini dove sorge quella che fu la Casa di Lucio Dalla, ora sede della Fondazione Lucio Dalla.

Qui l’opera “L’ombra di Lucio” con la sagoma che lo raffigura come un saxofonista tra i gabbiani delle sue amate isole Tremiti e il suo volto dipinto sul muro contribuiscono ad accrescere il fascino di questo angolo di centro cittadino.

Bologna Città dei portici
L’ombra di Lucio – Casa-museo di Lucio Dalla

Due grandiose opere d’arte

Nella Chiesa di Santa Maria della Vita ammiro il capolavoro di Niccolò dell’Arca. Il gruppo scultoreo di terracotta a grandezza naturale mi sorprende per il realismo delle figure che esprimono la drammaticità del momento, la morte di Cristo. Urla strazianti sembrano uscire dalla bocca dei personaggi e il dolore lancinante che gli stessi provano è confermato nelle loro pose.

Un’altra opera che mi lascia senza fiato è la “Madonna col Bambino e angeli” attribuita a Cimabue e conservata nella Basilica di Santa Maria dei Servi. Si tratta di un dipinto a tempera e oro su tavola. Ciò che mi colpisce è il gesto di Gesù che sembra accarezzare con la sua mano il volto della Madonna. Un gesto affettuoso tra madre e figlio come siamo abituati a vedere. Ma anche la forza luminosa del dipinto che abbaglia e attrae.

I canali di Bologna

Passeggio per i vicoli di Bologna, più precisamente in Via Piella. Mi sembra di udire il suono di un ruscello, ma intorno a me osservo solo abitazioni e portici. Il suono rilassante dello scorrere dell’acqua si fa sempre più nitido, più definito ad ogni mio passo.

Più avanti, noto un fascio di luce entrare da una finestrella socchiusa che rischiara il portico. Incuriosito, corro verso la finestra per osservare cosa cela la piccola anta di legno.

Non può essere. Davanti a me un corso d’acqua, il Canale delle Moline, che scorre timido tra le abitazioni che fanno da sponda.

Alla vista del ruscello la sorpresa è tanta. All’improvviso mi sento catapultato in un’altra realtà, quella della città di Venezia.

Sono i corsi d’acqua che un tempo furono fondamentali per lo sviluppo economico di Bologna. Impiegati per il trasporto delle merci, per l’alimentazione come forza motrice dei numerosi mulini o, più in generale, a servizio dell’attività artigianale, hanno subito, col tempo, un graduale interramento.

Bologna
Canale di Reno

La Basilica di Santo Stefano

Sull’elegante Piazza Santo Stefano, ideale luogo di incontro per amici e famiglie, sorge l’omonima Basilica di Santo Stefano, conosciuta anche come “Complesso delle Sette Chiese”.

Vanta un’architettura fuori dal comune, mai osservata prima. Il complesso monumentale è composto dall’unione di più edifici di culto costruiti per rievocare i luoghi della passione di Cristo. Nel corso dei secoli, il “Complesso” ha subito diverse devastazioni e delle sette chiese oggi ne rimangono solo quattro.

Mi rendo conto di visitare un vero gioiello mano a mano che mi addentro negli edifici scoprendone la ricchezza e la varietà degli stili architettonici. Si tratta di un viaggio nel tempo nella cultura cristiana che mi lascia a bocca aperta.

Bologna
Basilica di Santo Stefano

Santuario della Beata Vergine di San Luca

Raggiungiamo a piedi dal centro di Bologna il Santuario della Beata Vergine di San Luca. Gli ultimi quattro chilometri li percorriamo sotto un portico composto da oltre 600 arcate e molti, molti scalini. Arriviamo in cima al Colle della Guardia stremati, ma il magnifico panorama sul paesaggio circostante ci ripaga della fatica.

San Luca è meta di pellegrinaggi, ma anche punto di ritrovo per passeggiate e jogging perfino in pieno inverno. Molti sono infatti i runner che incontriamo lungo il cammino che con ostinazione e coraggio raggiungono la sommità del colle.

Il Santuario di Bologna si rivela come un imponente edificio dalle linee curve e dai colori caldi che contrastano con il verde che lo circonda e il blu del cielo; un colpo d’occhio che apprezzo molto.

Bologna la grassa 

La visita di Bologna non può concludersi se non si apprezza la migliore gastronomia locale. Considerata l’ampia offerta del territorio, mi sono dovuto dare una regolata. La scelta è ricaduta quindi su due must: mortadella e lasagne. Non male!

In Via Drapperie, nel pieno centro storico della città, mi sono imbattuto nella Salumeria Simoni, una bottega artigianale tripudio di trigliceridi e colesterolo. La Mortadella, ancora insaccata nella vescica naturale secondo la tradizione, è un prodotto dalle caratteristiche uniche per qualità e gusto.

Per la lasagna mi sono rivolto a Nonna Cesira, un pastificio artigianale situato in Via Saragozza n. 83/b. Una bella pirofila di sfoglia verde a strati, ragù, besciamella ed una montagna di parmigiano reggiano è stata divorata dalle nostre fauci veraci.

Author

Soffro di dipendenza da viaggio. Amo visitare Paesi lontani, ma anche luoghi del Vecchio Continente e dell’Italico Stivale. Sono appassionato di motociclismo, auto d’epoca, subacquea e affascinato dal mondo custom.

14 Comments

  1. Non sapevo ci fossero dei canali a Bologna. Ci devo ritornare e lo farò con piacere perché Bologna l‘ho apprezzata sotto tutti i punti di vista

    • Vedo che siamo in tanti a non conoscere la storia dei canali; non te li aspetti in una città simile. Tornare fa sempre piacere anche per gustare la cucina locale che apprezzo molto

  2. Anche io ho scoperto i suoi canali da pochi anni. Mi vergogno da morire 😛 per aver sempre dedicato a Bologna solo poche ore (causa scali). La prossima volta mi piacerebbe fermarmi più giorni e soprattutto omaggiare il museo memoriale della strage di Ustica.
    Già… la prossima volta… :'(

    • Io sarò stato a Bologna almeno cinque volte, ma solo in quest’ultima occasione le ho dedicato tempo sufficiente per poterla vivere. Certo, i giorni a disposizione non sono mai sufficienti per poterla conoscere in fondo. Infatti, non ho potuto ammirare l’opera di Boltanski… che storia assurda; se potessero parlare quelle lamiere chissà quali fatti ci rivelerebbero 😒

  3. Un altro post dei tuoi, come sempre interessante.
    Confesso che anch’io ho scoperto solo qualche anno fa la presenza dei canali a Bologna, nonostante in passato mi fossi trovato a passare per la città emiliana, senza però addentrarmi nei meandri del suo centro storico che, a mio giudizio, è uno dei più incantevoli d’Europa.

    • Grazie Giovanni 🙏 è ciò che è successo a me. Visitata più volte (da ragazzo andavo a vedere il Motor Show) non mi sono mai accorto dei canali 😳

  4. Se tutto va bene tra qualche anno porteranno alla luce anche i canali in via Riva Reno! 🙂 È in progetto un piano di recupero dell’area davvero bello e interessante!

    • Notizia molto interessante, grazie. I canali cittadini hanno un fascino tutto particolare; come ho scritto, non mi aspettavo di trovarli a Bologna

      • In realtà Bologna è piena di canali interrati 🙂 mi sembra che anche Alberto Angela fece una puntata proprio su quello! È una sorta di Venezia interrata 🤣

  5. Dato che di tutto ciò che hai descritto conosco personalmente solo la Basilica di Santo Stefano urge un ritorno a Bologna!
    Complimenti per l’articolo che descrive un capoluogo emiliano poco scontato e accattivante 👍

    • Grazie Rosalia. Devo ammettere che mi sono gustato la visita del Capoluogo Emiliano dedicandogli più giorni proprio per tentare di scoprire gli angoli più nascosti. Girata ovviamente tutta a piedi. Ma che fatica raggiungere San Luca 😉

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