Girovagando per il mondo

Belgrado, la perla della Serbia

Belgrado è una città affascinante che cattura la mia attenzione. Un frammento di ciò che una volta fu il mosaico della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Il suo carattere è frutto della mescolanza di culture, tra oriente e occidente, che l’hanno plasmata nel corso del tempo. La bellezza di Belgrado si manifesta anche attraverso la stratificazione architettonica, che oscilla tra magnificenza e decadimento, tra antico e moderno. Una combinazione che crea un’atmosfera affascinante e vincente.

Tre giorni per scoprire Belgrado

La visita di Belgrado inizia dal cuore della città, che comprende principalmente Piazza della Repubblica e la vivace via dello shopping, Kneza Mihaila, insieme alla vicina Piazza Terazije. Questa zona è molto frequentata sia dai residenti che dai turisti ed è caratterizzata da un’ampia area pedonale, ricca di negozi di alta qualità, bar e ristoranti.

Durante il mio giro, ho scoperto una piccola pasticceria specializzata in gnocchi chiamata Ferdinand Knedle. La vetrina della pasticceria è piena di una vasta varietà di gnocchi, sia dolci che salati. Gli gnocchi sono realizzati con patate e hanno le dimensioni di palline da tennis. Sono farciti con gusti deliziosi come crema, pistacchi, lamponi, nutella e molti altri. Assaggiarli è una vera e propria festa per il palato che mi lascerà un dolce ricordo della capitale serba.

Ferdinand Knedle Belgrado
Ferdinand Knedle

Kalemegdan e la Fortezza di Belgrado

Proseguendo la passeggiata iniziata lungo Knez Mihailova raggiungo la Fortezza di Belgrado. La Fortezza vigila fiera sulla capitale serba. Strategica la sua posizione, nell’esatto punto di confluenza tra la Sava e il Danubio. Lì dove le acque dei due grandi fiumi si mescolano, creando uno spettacolo unico. I corsi d’acqua sembrano stringersi in un abbraccio fondendosi tra loro. Rimango incantato mentre ammiro questo luogo magico. La Sava, dalle acque limacciose e marroni, si unisce alle acque blu e verdi del Danubio, creando un contrasto affascinante.

Dell’antica fortificazione oggi rimangono le possenti mura e le porte di accesso. Tra queste, la Porta dell’Orologio e la Porta Zindan sono particolarmente interessanti. Il complesso costituisce il Parco Kalemegdan, diventato una delle mete preferite dai belgradesi per trascorrere il tempo libero. Il Parco offre diverse attrazioni, alcune delle quali insolite come il parco dei dinosauri, un vero must per i bambini. Altre sono invece più interessanti, come il Museo della Guerra che espone all’esterno carri armati, mitragliatrici ed altre attrezzature belliche accessibili gratuitamente.

E poi c’è la Statua del Vincitore (Pobednik), eretta per celebrare l’indipendenza serba e che oggi rappresenta un monumento simbolo di Belgrado. Svetta in cima ad un enorme colonna di marmo. L’incantevole scenario naturale unito alla ricca storia e alle attrazioni interessanti rendono questo luogo una meta imperdibile della capitale serba.

Belgrado
Pobednik nel Kalemegdan

Il tempio di San Sava

Altro punto di interesse è il tempio di San Sava (in serbo, Sveti Sava), la più grande chiesa ortodossa che abbia mai visitato. Ma anche la più sfarzosa. L’imponente cupola è ben visibile dal centro di Belgrado. Appare vicina, ma non appena sto per raggiungerla sembra allontanarsi nuovamente. Mi ricorda l’illusione ottica della Cupola di San Pietro vista da Via Piccolomini. Due sono infatti i chilometri che percorro per arrivare.

Anche adesso, alle sei del pomeriggio e con timidi raggi del sole che bucano le nuvole, le pareti esterne sono di un bianco quasi accecante. La loro candidezza contrasta con l’oro dei mosaici che rivestono gli interni. La grandiosità decorativa mi abbaglia gli occhi. Un fedele affianco si fa il segno della croce segnandosi da destra a sinistra, tenendo uniti il pollice, l’indice e il medio rispettando la tradizione della Chiesa d’Oriente.

Belgrado
Tempio di San Sava

Il quartiere Skadarlija

Sebbene avessi programmato la mia visita al quartiere Skadarlija, la sua scoperta avviene per puro caso durante il mio girovagare senza meta tra le strade di Belgrado. E così mi ritrovo a percorrere una suggestiva strada acciottolata che sfoggia un fascino unico, ben distinto dal contesto circostante. Lungo il percorso si affacciano pittoreschi e colorati locali, negozi e gallerie d’arte che sembrano essersi preservati intatti nel tempo. Questo quartiere di Belgrado, un tempo frequentato da ubriaconi e personaggi poco raccomandabili, si è trasformato poi in un rifugio per artisti e intellettuali, grazie anche alla sua vicinanza al Teatro Nazionale.

La principale attrazione di Skadarlija è l’ex birrificio Bajloni, con le sue facciate affrescate che catturano la mia attenzione. Lungo la strada, un’affascinante Zastava 750 rossa fiammante mi fa brillare gli occhi. Un autentico orgoglio dell’ex Jugoslavia prodotto fino al 1985, che rappresenta essenzialmente l’equivalente della Fiat 600 d’epoca.

Skadarlija
Skadarlija

La Street Art di Belgrado

Ma le attrazioni di Skadarlija non si fermano qui. Come in ogni quartiere alternativo degno di nota, la street art trionfa nei vicoli di Skadarlija, offrendomi un’esperienza di ricerca e scoperta. La mia avventura in questo angolo affascinante di Belgrado termina con una visita al mercato locale di generi alimentari, dove acquisto delle fragole giganti e deliziose ciliegie.

La street art fiorisce un po’ ovunque a Belgrado e vari sono i murales che catturano la mia attenzione. Tra questi, spicca quello realizzato da Artez ammirato lungo la Sava Promenade. Quest’opera ritrae una giovane donna intenta alla lettura di un libro che successivamente si abbandona al sonno portandola a sognare la scoperta di luoghi straordinari, al di là di ogni immaginazione.

Un altro notevole capolavoro è rappresentato dall’opera ispirata ai tessitori di Pirot, i quali continuano a creare il tradizionale tappeto chiamato Kilim. Si tratta di un processo laborioso e impegnativo, che richiede la massima precisione e competenza da parte delle donne che intrecciano manualmente i fili per creare un autentico tappeto tradizionale.

Artez a Belgrado
Dreaming di Artez

Zemun: il romantico sobborgo di Belgrado

Grazie alla disponibilità di più giorni, ho l’opportunità di effettuare un’escursione a Zemun, un sobborgo di Belgrado distante circa dieci chilometri dal centro cittadino.

Per raggiungere questa località, basta intraprendere un viaggio a bordo di un autobus che, in approssimativamente trenta minuti, mi avrebbe condotto al suo incantevole paesaggio. Tuttavia l’acquisto del biglietto necessario per l’accesso sul mezzo mi crea qualche difficoltà. Decido di rivolgermi a un’edicolante posto vicino alla fermata, il quale mi informa che è possibile acquistare il biglietto tramite un’applicazione da scaricare sul mio smartphone. Questa soluzione, tuttavia, non risponde affatto alle mie esigenze.

In cerca di orientamento, mi avvicino a un uomo che attende pazientemente l’arrivo dell’autobus diretto a Zemun. Tra sussurri di parole a malapena comprensibili in inglese e gesti eloquenti, egli mi rivela una verità sorprendente: l’acquisto del biglietto non è necessario, poiché i controllori raramente controllano il possesso del titolo di viaggio. Prima che le sue parole potessero perdersi nell’aria, l’uomo sale a bordo dell’autobus, dirigendosi con sicurezza verso la postazione del conducente. In questo momento l’identità dell’uomo si chiarisce: lui è l’autista, un dettaglio che fa svanire, come nebbia al primo sole, tutte le mie incertezze. Con passo deciso, decido di unirmi a lui a bordo dell’autobus, pronto per raggiungere Zenum.

Zemun
Zemun

Le attrazioni di Zenum

La Torre di Gardoš emerge maestosa, simbolo inconfondibile che domina l’orizzonte di Zemun. Si erge con orgoglio sulla sommità di una collina e custodisce una vista panoramica capace di spaziare fino a Belgrado. Riempiti gli occhi di questo spettacolo, discendo lentamente la collina e attraverso Gospodska ulica, la vivace via commerciale, raggiungo le sponde del fiume Danubio. Lungo la riva, si dispiega una fila di ristoranti caratteristici che invitano a gustare prelibatezze a base di pesce fresco dono del Danubio.

Tuttavia, le note melodiche di una musica lontana agiscono come un dolce richiamo, catturando la mia attenzione. Si tratta di un festival culinario di strada, una festa dei sensi che riporta in scena sapori scoperti nella pasticceria di Belgrado. Mi ritrovo nuovamente di fronte agli gnocchi di Ferdinand Knedle, una prelibatezza che non posso farmi sfuggire.

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Nato ad Aosta, cresciuto a Livorno, maturato a Roma, adottato dalla Calabria. Blogger per hobby, ho quattro grandi passioni: i viaggi, le motociclette, le immersioni subacquee e i cani di razza boxer. Spesso le combino tra loro come gli ingredienti di un piatto gourmet. Ho viaggiato attraverso cinque continenti Europa, Asia, Africa, America e Oceania cercando (senza riuscirci) di curare la sindrome di wanderlust.

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