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marzo 2018

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Due aspetti, in particolare, hanno reso Verona famosa nel mondo: l’Arena, regno incontrastato della musica, e la storia d’amore resa immortale da William Shakespeare .

Ma visitando Verona ci si accorge subito che la città offre molto più dei popolari stereotipi. Passeggiando per il centro storico si osserva la stratificazione dei periodi storici riscontrabile nell’architettura degli edifici. Una pluralità di stili finemente e armoniosamente coesi.

Oserei dire che a rendere famosa la città contribuisce anche il Motor Bike Expo, la più grande fiera italiana dedicata al custom, ma non vorrei attirarmi le ire dei frequentatori del web.

La visita della città di Verona

Casa di Giulietta

La scoperta della città prende avvio dalla Casa di Giulietta, il luogo sicuramente più visitato.

Da un portico dalle  pareti riccamente decorate da messaggi d’amore e cuoricini si accede al cortile ove affaccia il famoso balcone e la statua della protagonista shakespeariana.

La statua è pesantemente palpeggiata. Sfregare il suo seno destro pare che procuri grandi gioie in amore.

Della popolarità del gesto ne è testimonianza il colore più lucido del seno rispetto al resto del corpo.

Piazza delle Erbe

Raggiungiamo Piazza delle Erbe, un tempo mercato delle verdure, oggi ospita banchi dove è possibile acquistare di tutto, dalle caldarroste ai souvenir.

Considerato l’orario della visita, troviamo la piazza libera dalle bancarelle. Ciò ci consente di avere una visione completa della piazza e degli edifici che vi si affacciano.

La piazza è delimitata da splendidi palazzi tra i quali il barocco Palazzo Maffei, la Casa Mazzanti, finemente affrescata, la Domus Mercatorum e il Palazzo del Comune con l’alta Torre dei Lamberti che offre una vista mozzafiato sull’intera città.

Verona - Piazza delle Erbe
Verona – Piazza delle Erbe

Piazza dei Signori

Passando sotto l’Arco della Costa accediamo all’elegante Piazza dei Signori, una piccola piazza circondata da nobili palazzi, e, a seguire, al cortile del Palazzo Comunale dove la bellezza di una scala gotica ci lascia sbalorditi.

Da qui arriviamo alle Arche Scaligere, un complesso funerario che ospita le tombe della famiglia Della Scala, signori di Verona.

Piazza Bra e l’Arena

Proseguiamo per Piazza Bra, la piazza più grande, cuore pulsante della città veneta. A dominare è l’Arena,  con le sue arcate che rievocano la Roma imperiale. Un tempo sede di lotte tra gladiatori, oggi tempio indiscusso della musica, dalle opere verdiane ai concerti rock e pop.

Nelle immediate vicinanze si erge maestoso il neoclassico Palazzo Barbieri, dall’architettura che richiama gli antichi templi romani. Poco oltre, si eleva il Palazzo della Gran Guardia.

Sul lato opposto il Liston, l’ampio marciapiede in pietra rosa, divenuto luogo di passeggio prediletto dai cittadini. Su questo lato  si affacciano palazzi  nobiliari, con facciate dai colori pastello, che ospitano caffè e ristoranti accoglienti.

Verona - Arena
Verona – Arena

Castelvecchio e Ponte Scaligero

Tra i siti storici di Verona il complesso di Castelvecchio è il mio preferito. Ciò che mi colpisce è la sua imponenza. Mura merlettate e alti torri a protezione della dimora della Signoria Scaligera.

Completa il complesso fortificato il Ponte Scaligero a tre arcate, soggetto meraviglioso per scatti fotografici.

Basilica di San Zeno

Proseguendo lungo il fiume raggiungiamo la spledida Basilica di San Zeno con il suo alto campanile.Di particolare interessa la cripta che conserva le spoglie del Santo, ma anche il Chiostro che conserva antichi sepolcri e affreschi. In poche parole, un vero capolavoro romanico.

Concludono la visita di questa meravigliosa città la Tomba di Giulietta – il sarcofago si trova nei sotterranei di un antico convento dei Cappuccini – il Ponte Pietra – il ponte romano sul fiume Adige – e il Teatro Romano – edificato su una collina.

Una visita rapida, solo un week-end a disposizione; ma ciò è bastato a rendersi conto della bellezza che può offrire la Città dell’amore.

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Si spengono i riflettori sulla decima edizione di Motodays 2018, Salone Moto e Scooter del Centro-Sud Italia, appuntamento romano dedicato agli amanti delle due ruote.

Il Salone capitolino è diventato il consueto appuntamento di inizio primavera (l’edizione del 2017 la trovi qui). La bella stagione è oramai alle porte e la voglia di saltare in sella alle moto è tanta.

E’ così che Motodays 2018 è l’occasione giusta per ammirare da vicino la moto dei sogni ma anche acquistare l’ultimo capo d’abbigliamento tecnico, un nuovo casco, studiare nuovi percorsi e, perché no, scattare qualche foto alle belle ragazze sempre presenti alla kermesse romana.

Accattivante trovo la locandina della manifestazione. A realizzarla è la mano esperta di Aldo Drudi, il geniale designer che firma i caschi di molti piloti tra i quali quelli del mitico Valentino Rossi. L’artista ha voluto raffigurare i quattro diversi utenti delle due ruote ritraendo il motociclista custom, l’amante della velocità delle moto da strada, la ragazza in scooter e l’appassionato delle moto da cross.

Moto da sogno al femminile

La rassegna motociclistica inizia con un sussulto, anzi due. Uno al cuore, quello di Lucia; l’altro al portafoglio, il mio.

La dolce consorte si innamora della Street Scramblerin bella mostra nello stand della Triumph.

Il look è sportivo e deciso. Stile elegante che, effettivamente, ne farebbe il mezzo ideale per la mia dolce metà che tutti i giorni sfreccia in sella alla sua Queen Bee sulle corsie del raccordo anulare.

Se poi facessimo montare uno scarico 2IN2 Mohave della Mass il risultato finale sarebbe semplicemente fantastico!

Vabbè il regalino per il prossimo compleanno è stato individuato.

Motodays 2018 - Triumph - Street Scrambler
Motodays 2018 – Triumph – Street Scrambler

Rione Officine

Rione Officine è il padiglione che più mi entusiasma, quello dedicato al mondo custom, alle moto create dal genio di abili artigiani.

Nello spazio centrale trovano posto le special che partecipano a “Rione Officine Special Award” il contest che premia le migliori creazioni.

Lo scenario è elegante ed indovinato. Scendono dal soffitto teli colorati che fanno da cornice alle moto esposte.

Diversi i modelli che attraggono la mia attenzione.

La BMW K100 Suscettibile e la Suzuki GSX 1400, due realizzazioni di AUGH Design & Customs. Serbatoio con saldature e inserti in cuoio per la BMW; curatissima in tutti i particolari, compreso il tappo della benzina che solo questo costituisce un’opera d’arte. Serbatoio in alluminio spazzolato e un codino avveniristico per la Suzuki.

Ma anche Moto Design Customs con la sua Moonshiner, una creazione su base Harley Davidson Sportster 1200 che si è aggiudicata il 1° posto nella speciale classifica di Motodays 2018.

Battle of the Kings al Motodays 2018

Lo stand Harley-Davidson ha focalizzato la mia attenzione, non tanto per i nuovi modelli esposti già ampiamente ammirati in occasione del Motor Bike Expo di Verona, ma piuttosto per le special partecipanti alla Battle of the Kings 2018.

E’ il più grande concorso internazionale di customizzazione promosso dalla Casa di Milwakee, giunto alla quarta edizione. Esposte le 12 moto finaliste del contest italiano realizzate da altrettanti dealer della rete H-D.

Si parte da moto di serie della gamma Harley-Davidson Dark Custom. Il budget per la customizzazione non può superare 6 mila euro; almeno la metà dei componenti deve essere originale H-D; le special devono essere omologate per circolare su strada.

Un’ottima forma pubblicitaria della casa statunitense.

Tra le 12 finaliste si afferma la Farm Machine realizzata dalla concessionaria emiliana H-D Bologna. E’  realizzata su base Softail Street Bob ed è un omaggio ai trattori degli anni ’60. Questo gioiellino parteciperà alla finale prevista per il prossimo mese di novembre in occasione del Salone EICMA di Milano.

Motodays 2018 - Harley Davidson - Farm Machine
Motodays 2018 – Harley Davidson – Farm Machine

La moto in divisa

Di grande interesse trovo l’area espositiva dedicata ai mezzi a due ruote utilizzati dagli Eserciti italiano, tedesco e americano. Moto provenienti per lo più dal Museo Storico della Motorizzazione Militare ma anche dal club Highway Six:

  • il prototipo sidecar Bianchi MT61 mai accettato dall’Esercito italiano;
  • la Moto Guzzi 500 Alce del 1938 principalmente usata dalle Forze Armate e di Polizia allestita con un fucile mitragliatore;
  • il sidecar BMW R75 del 1943 impiegato dalla Wehrmacht in Russia e Nord Africa;
  • la Harley-Davidson WLA del 1943 e la Indian del 1941 utilizzate dall’esercito americano;
  • il semicingolato N.S.U. Kattenkrad del 1940 impiegato dall’esercito tedesco.

Borsa internazionale del turismo su due ruote

Ben organizzato l’angolo destinato agli operatori turistici specializzati in tour su due ruote.

Credo di aver trovato una nuova formula per il mio mototurismo ma soprattutto nuove destinazioni da poter raggiungere. Mete fino ad ora tralasciate poiché irraggiungibili con gli attuali standard.

Due le soluzioni proposte da Modus Movendi, l’operatore di Lucca.

La prima vede la possibilità di spedire la propria moto fino al punto di partenza del tour, evitando così di macinare chilometri e chilometri solo per raggiungere la destinazione prescelta. Il mio sogno di parcheggiare la mia moto sulla Piazza Rossa a Mosca si sta concretizzando! (Ti ricordi, l’ho rivelato in televisione).

L’altra modalità è noleggiare la moto in loco e raggiungere mete leggendarie che mai avrei pensato di visitare in moto. Destinazioni come la Patagonia, la Namibia, il Senegal, la Mauritania e tante altre ancora.

Non mi resta che iniziare…

GUARDA IL FILMATO

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Non puoi definirti viaggiatore se non scopri, oltre ai luoghi, la cucina del paese che visiti. A tavola!

Sono profondamente convinto che l’esperienza gastronomica sia anche un modo per approfondire la conoscenza di una terra e scoprire, conseguentemente, le tradizioni del popolo che la abita.

Ed è per questa convinzione che nel corso dei miei viaggi adoro assaggiare la cucina locale e girovagare tra i mercati alimentari, specie se la meta del momento ha una cultura molto diversa da quella italiana.

In occasione del viaggio in Madagascar ho conosciuto nuove preparazioni e fatto visita ai mercati di Antananarivo, Morondava e Antsirabe.

Non parlerò dei piatti più rappresentativi della cucina malgascia; per approfondire questo argomento la rete è piena di ricette ed informazioni. Piuttosto, mi soffermerò su ciò che le mie papille gustative non avevano ancora avuto modo di apprezzare a tavola prima di questo fantastico viaggio in Madagascar.

Sei pronto? Accomodati pure a tavola, si mangia!

A tavola – L’onnipresente riso

Il riso fa parte della cultura malgascia; è l’ingrediente principale della dieta di questo Popolo. Lo abbiamo mangiato a colazione, pranzo e cena.

Il riso lo si coltiva un po’ ovunque ma gli altopiani della zona centrale del Madagascar sono i più indicati per questa coltura per il terreno fertile e l’abbondanza di acqua disponibile. Attraversando questa area abbiamo infatti visto distese di campi impiegati per la coltivazione di questo alimento.

Per tradizione, lo si fa cuocere fino a bruciare lo strato inferiore della pentola per poi ricavarne una bevanda dall’aroma affumicato che accompagna il pasto.

Lova, la nostra guida, ci ha raccontato che questa bevanda viene chiamata, per il suo colore, whisky malgascio. Vi posso assicurare che di whisky ha ben poco; mi ha ricordato, vagamente, una scamorza affumicata. Bere una scamorza non è il massimo.

Madagascar - Manandona
Madagascar – Manandona – Risaie

Lo zebù

La carne dello zebù è sempre presente a tavola in Madagascar.

Ci sono due tipi di zebù: quelli dalla carne dura e quelli dalla carne tenera. La morbidezza della carne dipende da come arrivano al macello gli animali. Gli zebù trasportati con i camion avranno una carne dura poiché gli spostamenti sono fonte di stress per le povere bestie; quelli che arrivano con le proprie zampe saranno molto più morbidi. Questa è una storia inventata da Lova.

Lo abbiamo assaggiato preparato in vario modo, stufato, alla brace, ma servito come carpaccio è stata la preparazione che più ho preferito in assoluto.

Al di là della carne che fornisce, lo zebù è un animale molto importante per la società malgascia. Venerato e sacrificato nei riti di culto, risulta fondamentale per le lavorazioni nei campi o quale forza motrice dei numerosi carri.

Ed è per il valore che esprime lo zebù che bande di ladri senza scrupoli perpretano furti a danno degli allevatori, specie nel sud del Madagascar.

Un tempo tale gesto, ci racconta Lova, veniva compiuto per tradizione dallo sposo per dimostrare la propria virilità prima del matrimonio.

Madagascar - A tavola - Carpaccio di Zebù
Madagascar – A tavola – Carpaccio di Zebù

Il succo di baobab

Il frutto del baobab ha una forma ovale; la parte esterna è legnosa e la parte interna è costituita da una polpa di colore bianco con al suo interno i semi.

La polpa ha una consistenza disidrata che mi ha ricordato la spugna di un frigorifero. Si mangiare la polpa del frutto del baobab è stato per me come mangiare la spugna di un frigorifero al sapore di tamarindo.

Io non ho mai mangiato una spugna di un frigorifero ma il mio cane, in tutta onestà, si! Cosa vuoi, ho fatto questa associazione ????

Più gradevole, Lova ci aveva avvisati, è risultato il succo tratto dalla polpa, forse per l’aggiunta di zucchero.

Madagascar - A tavola - Frutto del Baobab
Madagascar – A tavola – Frutto del Baobab

I rum del Madagascar

Il Madagascar produce dei buoni rum.

Il rum secco non è assolutamente adatto da bere liscio a causa del suo elevato grado alcolico che danneggerebbe anche lo stomaco di Mangiafoco, decisamente più indicato per la preparazione di cocktail.

Viceversa, i rum speziati sono molto buoni. Ne abbiamo assaggiati alla vaniglia e ai frutti tropicali. In particolare quest’ultimo mentre ammiravamo il tramonto dalla finestra del Parco Nazionale dell’Isalo (che spettacolo!).

Madagascar - A tavola - Rhum Dzama
Madagascar – A tavola – Rhum Dzama

Three Horses Beer

Come non citare la Three Horses Beer. D’altra parte è stata la nostra compagna per tutte le serate. La birra che ci ha aiutato a mandare giù i bocconi delle nostre cene ❤

Chiara, di gradazione bassa 5,4%, bevuta assolutamente ghiacciata.

Madagascar - A tavola - Birra THB
Madagascar – A tavola – Birra THB