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novembre 2017

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A largo delle coste laziali emerge dal mare la splendida Isola di Ponza, la principale delle Isole Ponziane o Isole Pontine. Salpiamo con la nostra moto al seguito dal Porto di Terracina e in poco meno di tre ore raggiungiamo il Paradiso nel Mediterraneo.

Isola di Ponza, meraviglia italiana

Sbarcati sull’isola, ci dirigiamo subito al nostro alloggio: un meraviglioso appartamentino in posizione panoramica, immerso nel verde sopra Cala Feola che sarà il nostro rifugio per i successivi quattro giorni. Da qui la vista è spettacolare.

Sistemati i pochi bagagli al seguito, iniziamo la perlustrazione del territorio. Muoversi in moto sull’Isola di Ponza è la soluzione ideale.

La costa, molto frastagliata, rivela spiagge di finissima sabbia bianca e acque dalla rara trasparenza. Per fare un tuffo c’è l’imbarazzo della scelta.

Passiamo le serate nella zona del porto, dove si concentra la vita mondana dell’isola; assaporiamo squisiti piatti a base di pesce, immancabili in un soggiorno su un’isola.

Isola di Ponza - Porto
Isola di Ponza – Porto

Le spiagge

La spiaggia più bella dell’Isola di Ponza è sicuramente Chiaia di Luna, un anfiteatro naturale caratterizzato da alte scogliere di colore chiaro a strapiombo sul mare. La raggiungiamo percorrendo l’antico traforo di epoca romana; ma è la vista dal mare che sprigiona la bellezza unica di Chiaia.

Meravigliose sono anche le Piscine Naturali, vasche scolpite dal mare e dal vento.

Isola di Ponza - Le piscine
Isola di Ponza – Le piscine

Il relitto di Punta Papa

L’Isola di Ponza rappresenta anche un’oasi per gli amanti delle immersioni subacquee.

Non posso non far conoscere alla mogliettina il relitto di Punta Papa, un relitto esplorato qualche anno prima in compagnia di alcuni amici.

Noleggiamo così una piccola imbarcazione e tutto il necessario tecnico per l’immersione.

Ci dirigiamo sul punto esatto, ormeggiamo e ci immergiamo.

Dopo poche pinneggiate, una sagoma scura si mostra davanti a noi: è il relitto di Punta Papa, una nave americana da trasporto impiegata nella Seconda Guerra Mondiale per imbarcare e sbarcare direttamente sulla costa truppe e mezzi (landing ship tank).

Affondò nel 1944 a seguito di una mareggiata.

Il ponte conserva ancora cannone e mitragliatrice; la stiva, priva di portellone, è esplorabile senza problemi.

Più distante è adagiata la poppa della nave, spezzatasi per il violento impatto con gli scogli e per l’esplosione dei motori.

Isola di Ponza - Relitto di Punta Papa - Landing Ship Tank
Isola di Ponza – Relitto di Punta Papa – Landing Ship Tank

La breve vacanza si rileva meravigliosa perché siamo riusciti ad unire, in un unico viaggio, due delle nostre passioni: motorbike e immersioni subacquee. Una splendida fuga dal caos cittadino.

 

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Bagaglio perfetto! È un po’ di tempo che impazza sul web un sondaggio d’opinione volto a conoscere quali sono le 5 cose a cui un travel blogger, o più in generale un amante dei viaggi, non può assolutamente rinunciare in occasione dei propri spostamenti e non deve dimenticare quando prepara la valigia.

E così, prima Simone “Il blog dei miei viaggi” e poi Luca “Capturing The World – Blog di Viaggi”, hanno posto anche a me le seguenti domande:

  • se potessi portare in viaggio con te solo 5 cose cosa sceglieresti?
  • A prescindere dalla destinazione e dal tipo di viaggio, cosa non può mancare nel tuo bagaglio?

Premessa

Le cose fondamentali che  porto con me le scelgo in base alla tipologia di viaggio che vado ad intraprendere. Se parto per un viaggio in moto  non posso, per esempio, lasciare a casa il mio casco. Il casco, per un motociclista, è come un paio di scarpe; deve essere comodo e funzionale. Mentre per i viaggi sub non posso rinunciare alla mia attrezzatura, una seconda pelle per i diver.

Ma ci sono comunque degli oggetti a cui non posso rinunciare indipendentemente dal tipo di viaggio scelto.

Bagaglio, la mia top 5

  1. Fiaschetta porta liquori: non prendermi per un ubriacone! Non posso rinunciare ad un sorso di liquore, preferibilmente grappa, la sera dopo cena. È un modo per coccolarmi quando sono lontano da casa. Nelle crociere sub uso il liquore anche contro il mal di mare. Quando ho lo stomaco in subbuglio un sorso di liquore mi aiuta a sistemare la situazione e mi consente di affrontare mari in burrasca. Non ci credi? Provare per credere!
  2. Macchinetta elettrica per il caffè: spesso nei miei viaggi la colazione non è compresa nel costo del pernottamento. Cosa c’è di meglio di una tazzina di caffè appena sveglio? Un vero caffè, non quella brodaglia nera che spesso si trova all’estero.
  3. Kit di primo soccorso: non mi porto dietro una farmacia; solo le medicine più comuni che possono essere di aiuto per alleviare mal di testa o dolori addominali. Qualche cerotto e disinfettante. Peraltro, in molti Paesi, il kit di primo soccorso è obbligatorio se viaggi con il tuo veicolo.
  4. Cappellino: non servono molte spiegazioni per capire l’essenzialità di questo oggetto; basta guardare una mia foto!
  5. Un paio di scarpe di scorta: non ti si sono mai rotte le scarpe in viaggio? A me più di una volta. È capitato anche in occasione dell’ultimo viaggio in Madagascar! Un paio di scarpe da trekking con la suola completamente scollata; per fortuna si sono rotte l’ultimo giorno.

Nomination

È arrivato il momento di coinvolgere altri blogger che spero partecipino a questa simpatica iniziativa:

Curioso di conoscere la vostra top 5 del bagaglio perfetto!

In occasione dell’organizzazione del Viaggio oltre la Provenza (leggi anche: “Conosci l’Abbazia di Sainte-Marie de Fontfroide?” e “Au-delà de la Provence. Viaggio oltre la Provenza“), spulciando in rete, mi sono imbattuto in alcune foto del centro Darwin Éco-Système di Bordeaux e subito me ne sono innamorato. È diventata così una tappa fondamentale della visita alla Città del vino.

Ciò in quanto sono sono sempre più attratto dalla Street Art, l’arte di strada della cultura urbana dei nostri tempi, tanto da pianificare nei miei viaggi specifiche visite per ammirare i murales più attraenti della destinazione del momento (se ti piace la Street art ti potrebbe interessare l’articolo “Street Art. Roma, Capitale dell’Arte Urbana“).

Lucia non apprezza del tutto questa passione, poiché la costringo a visitare posti di periferia, talvolta degradati, obbligandola a scattarmi fotografie in bella posa con la moto e la cucciolona Luna.

Il progetto Darwin Éco-Système

Il Darwin Éco-Système è un progetto lanciato nel 2009 volto a riabilitare l’area della ex caserma Niel, un enorme complesso di venti mila metri quadrati che sorge lungo la riva del fiume Garonne.

Il centro Darwin Ecosystem ospita associazioni e imprese della green economy e dell’industria creativa nonché un ottimo punto vendita di prodotti biologici.

Frequentato da skaters, writers e migliaia di curiosi come me.

Darwin l’Éco-Système
Darwin l’Éco-Système – Street Art

L’arrivo al Darwin Éco-Système

Parcheggio El Andador, il sidecar, nei pressi dell’ingresso principale, fuori dal complesso. Le mura esterne sono già dipinte da meravigliosi murales. Le finestre senza vetri lasciano intravedere cosa l’interno offre.

Facciamo un giro nel centro. Visitiamo i capannoni abbandonati alle intemperie. Sono tutti decorati con disegni di pregiata fattura, dai colori sgargianti.

Osserviamo giovani skaters impegnati in folli acrobazie. Un writer è intento a completare una nuova opera.

Darwin l’Éco-Système – Street Art

La sfilata di El Andador tra la street art del centro Darwin Éco-Système di Bordeaux

Mi assale improvvisa la voglia di rubare qualche scatto particolare con il sidecar. “Ma va!” esclama Lucia. Mi precipito fuori e recupero El Andador.

Sotto gli sguardi increduli dei visitatori varco l’ingresso. Procedo adagio e mi intrufolo dentro il primo capannone.

Posiziono il tre ruote davanti ad uno splendido murales e giù foto su foto. La mia macchina fotografica sembra una mitragliatrice.

Non pago del risultato, entro in un secondo capannone. Altra posa con Luna. La macchina  fotografica si infuoca.

Curiosi si affacciano e fotografano a loro volta la scena.

Questo centro è meraviglioso, per gli appassionati di Street art come me. Credo di aver realizzato, anche con l’ausilio di Lucia, delle belle foto. Non credi?

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