I cinque dischi da portare sull’isola deserta

Quali sono i cinque dischi di musica che porteresti con te nel caso ti dovessi trovare improvvisamente su un’isola deserta?

Dopo la sindrome di wanderlust di qualche post precedente (Liebster Award 2016) raccolgo ora l’invito di Daniela de L’Orsa nel Carro a stilare l’elenco dei cinque dischi musicali da portare su un’isola deserta.

#DesertIslandRecord

Il grazioso gioco prende avvio dall’iniziativa di Alessia che sul proprio blog (WhereAreAle&Vale) ha lanciato l’hashtag #DesertIslandRecord.

Le regole del gioco sono semplicissime: è fatto divieto assoluto di citare raccolte, best of, greatest hits e compagnia bella.

Iniziamo a giocare. Ecco i cinque dischi

Da travelblogger vi propongo un viaggio nella mia storia di ascoltatore. Un viaggio che ha inizio all’eta di due anni e arriva fino ai giorni di oggi (meno male che sono solo cinque i dischi!).

Gli album che ho selezionato rappresentano momenti particolari legati alla mia vita. Ogni volta che li ascolto mi fanno rivivere sensazioni bellissime.

Marcella Bella – Montagne Verdi

Cominciamo da Marcella Bella in Montagne Verdi. Non un album ma una canzone in particolare, forse la più importante, il primo amore musicale.

Correva l’anno 1972; avevo solo tre anni. La bella catanese mi conquistò e divenne per me un cult.

Mi aiutava a superare l’ecofobia, la paura di stare solo in casa nell’attesa che i miei genitori facessero ritorno dal lavoro. In quell’ora di attesa mi teneva compagnia e allontanava gli spiriti maligni.

I cinque dischi da portare sull’isola deserta
I cinque dischi da portare sull’isola deserta

Imagination – Body Talk

I favolosi anni ’80; 1981 per la precisione. Primo successo di questo gruppo inglese. La loro musica è una fusione di stili dal soul alla dance, al pop.

In quegli anni erano i veri protagonisti delle feste a cui partecipavo. I primi balli, le prime ragazze… la conoscenza degli ormoni, insomma.

In questo album sette brani straordinari tra i quali, oltre alla ritmica “Body Talk”, la dolcissima “In And Out Of Love”, la magnetica “Flashback” e l’emozionante “I’ll Always Love You (Don’t Look Back)”.

E’ doveroso citare anche l’album più significativo della loro carriera uscito l’anno successivo “In The Heat Of The Night” e il brano che li ha resi famosi “Just an Illusion”.

I cinque dischi da portare sull’isola deserta
I cinque dischi da portare sull’isola deserta

Bruce Springsteen – Born in the U.S.A.

Passano gli anni e il pupo cresce. Inizia l’amore per il Paese a stelle e strisce sfociato, oggi, in una vera passione (i post sui miei viaggi negli U.S.A.).

Pubblicato nel 1984, “Born In The U.S.A.“, è sicuramente il successo più grande del rocker.

Quanto rock in questo album, mi fa venire la pelle d’oca anche ora che sto leggendo i titoli; 12 pezzi uno meglio dell’altro. Ne scelgo solo uno. “I’m On Fire”.

Per i più “gggiovani!”, leggasi Alessia, ne consiglio caldamente l’ascolto.

I cinque dischi da portare sull’isola deserta
I cinque dischi da portare sull’isola deserta

Madonna – Erotica

Sembrerò scontato ma Madonna Louise Veronica Ciccone è, forse, la cantante pop più famosa al mondo.

Ne abbiamo fatta di strada insieme; la ascolto dal suo primo album “Madonna” del 1983.

La sua capacità artistica è ineguagliabile: da cantante a ballerina, da cantautrice ad attrice, da regista a discografica.

I suoi album sono tutti dei grandi successi.

Ciò che mi piace della pop star è la sua continua metamorfosi, la sua ribellione e la sua trasgressione.

L’apice della trasgressione lo raggiunge con l’album “Erotica” nel 1992. Guarda il video di Erotica.

I cinque dischi da portare sull’isola deserta

Mario Biondi – Handful Of Soul

Voce profonda quella del catanese. Timbro che di italico ha ben poco, sembra black la sua origine. Il suo soul-jazz è davvero originale, ha caratteristiche internazionali.

La sua eleganza la esprime in ogni canzone anche in quelle poche cantate nella nostra lingua.

Handful Of Soul” è il suo disco di esordio; esce nel 2006. Il singolo “This Is What You Are” è un capolavoro di sonorità.

I cinque dischi da portare sull’isola deserta

Le mie nomination

Spero di non avervi annoiato con la mia top five ma vi sarebbe potuto andare peggio…

Cari blogger ora tocca a voi cimentarvi in questo gioco:

Simone – Il blog dei miei viaggi

Marika – Cocco on the Road

Beatrice – Il mondo secondo Gipsy

Claudia – Voce del Verbo Partire

Laura – LOVE Cetraro

P.S. le immagine presenti in questo articolo sono state scaricate dalla rete internet. Nell’ipotesi siano stati violati diritti di autore rappresentatelo all’indirizzo e-mail in home page; le immagini saranno protamente rimosse.

Commenti

  1. Alessia

    Ti ringrazio per avermi dato della gggiovane, ma il prossimo ottobre saranno 38 candeline😊 Mi piace molto come hai impostato l’articolo, un viaggio musicale che segue la tua crescita personale. E il Boss è intoccabile! L’ho visto dal vivo a Capannelle un paio di anni fa ed è stato fantastico!!! Grazie per aver partecipato! 🤗

    1. Falupe

      Sono contento che ti sia piaciuto. Iniziative della specie sono graziose; riescono a far ricordare momenti passati della tua vita e trovare nuove amicizie sul web. Grazie a te Alessia 😉 ps le mie 38 candeline si sono spente già da un po’ 🤔

  2. L'OrsaNelCarro Travel Blog

    Mammamia hai citato tutti mostri sacri (compresa Marcella Bella di cui adoro L’ultima Poesia)! Qualcosa me lo diceva che avresti inserito The Boss 😛 e ti confesso che è una vita che non ascoltavo Madonna, anche lei ha fatto parte della mia adolescenza. Invece gli Immagination quando ero piccola li confondevo con i BeeGees che polla che ero! 😀
    Bella lista, grazie per aver partecipato così velocemente! 😉
    Ti devo una pennichella 😛

    1. Falupe

      E io che pensavo di essere tacciato per romanticone per l’aver menzionato Marcella. Non immaginavo che piacesse tanto. Beh allora potevi osare un altro po’ 🤣

  3. Noolyta

    Devo ammettere che per me sarebbe impossibile stilare una classifica dei 5 dischi da portare su un’isola deserta, credo che cambierei continuamente idea e non saprei decidermi. Comunque la tua è un’ottima scelta!

    1. Falupe

      Sono le note che più ricordo con affetto. Sicuramente sono state composte canzoni ben più famose ma queste per me hanno un significato particolare. Grazie per la visita 😊

  4. stampingtheworld

    Belle scelte!
    Questa iniziativa mi sta piacendo molto perché permette di conoscerci meglio non solo attraverso le nostre preferenze in campo viaggi, ma anche attraverso altri aspetti delle nostre vite. 🙂

  5. thetouristablog

    Da buon ultimo arrivato e da uno che per la musica ha abbandonato gli studi (ma questa è un’altra storia) è molto difficile la scelta. Ti posso dire Bob Marley con tutta la discografia. Non saprei indicarti un pezzo in particolare. Peter Tosh con Buk-In-Hamm Palace, tutta la discografia dei Clash, con particolare riferimento all’album Sandinista, Invisible sun dei Police e Single Handed Sailor dei Dire Straits. Aggiungerei una sesta canzone di Eric Clapton, I Can’t Stand It. Che ne dici?

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